Mattarella: i lavori alla Cattedrale saranno segno di vera rinascita

22 Novembre 2019

Il presidente della Repubblica ha auspicato l’avvio del cantiere ancora bloccato dalla burocrazia Messaggio di speranza nel corso di un colloquio col portavoce della diocesi, don Claudio Tracanna

L’AQUILA. «Quando partiranno i lavori per la Cattedrale dell’Aquila, mi auguro al più presto, sono certo che per gli aquilani sarà il momento più importante della ricostruzione. Per la città sarà un evento straordinario e sarà il segno più grande della rinascita post-sisma». Sono parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È una nuova, l’ennesima, sferzata alle istituzioni locali perché facciano il possibile per arrivare ad aprire al più presto il cantiere per la ricostruzione del Duomo – intitolato al martire San Massimo – fermo ancora al 6 aprile del 2009.
L’INCONTRO. Il presidente ha avuto l’occasione di tornare sull’argomento mercoledì scorso durante l’incontro che si è svolto al Quirinale con una rappresentanza della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc). Della delegazione ha fatto parte anche don Claudio Tracanna, parroco di Pizzoli, responsabile delle comunicazioni sociali della Conferenza episcopale abruzzese e molisana, direttore di “Vola” periodico della diocesi dell’Aquila e delegato Abruzzo-Molise della Fisc. «Il presidente», dice Tracanna, «si è intrattenuto a lungo con me, quando ha saputo che ero dell’Aquila, ricordando la sua visita nel dicembre scorso. Parlando della ricostruzione si è soffermato sulla Cattedrale da cui è rimasto impressionato per lo stato in cui si trova attualmente». «“Sa che impressione ho avuto quando l’ho visitata?», ha detto il capo dello Stato al parroco aquilano, «mi è sembrata una persona caduta a terra con le braccia allargate. Spero possa rialzarsi al più presto». Il presidente Mattarella il 6 dicembre 2018 visitò la città e in quell’occasione partecipò alla cerimonia di riapertura della Chiesa del Suffragio (detta anche Anime Sante) costruita nel XVIII secolo a memoria del terribile terremoto del 1703. L’arcivescovo Petrocchi chiese a Mattarella di visitare – prima di andare alle Anime Sante – anche la cattedrale devastata.
TROPPI ANNUNCI. Sull’avvio dei lavori negli ultimi anni c’è stata una sorta di “sagra” degli annunci. L’ultimo, da parte del segretario regionale ai Beni culturali Stefano D’Amico, è della fine di ottobre in occasione del convegno che la Caritas italiana ha tenuto in città. D’Amico si è detto ragionevolmente certo che entro il 2020 si possa definire l’appalto. «Nel salutare il presidente», afferma ancora don Tracanna, «l’ho ringraziato per la sua attenzione alla nostra città e anche per l’affetto che traspariva mentre ricordava la sua visita. Una partecipazione ai nostri problemi davvero sentita». A questo punto non è improbabile che se la “posa della prima pietra” dovesse avvenire entro un paio di anni possa esserci la presenza sia del presidente della Repubblica che di Papa Francesco, il quale è pronto a venire all’Aquila quando avrà notizie certe sulla ricostruzione della Cattedrale. Il cardinale Petrocchi ha detto più volte che la presenza del pontefice in città è legata necessariamente alla rinascita del Duomo. I ritardi, come è noto, sono dovuti a un complesso iter burocratico che trae origine da un cambio repentino di normativa avvenuto nel 2013. La cattedrale doveva essere ricostruita con le stesse procedure in uso per gli edifici privati. Poi, a seguito di una dura presa di posizione del Comune, il governo fu convinto a modificare la legge per cui la Cattedrale fu inserita tra i beni pubblici con le relative procedure. Tutto fu fatto senza però considerare che un progetto era stato già messo a punto e andava pagato. Da lì l’intreccio è diventato una matassa senza né capo né coda. Il presidente, nel corso dell’incontro con la Fisc, ha parlato anche del ruolo della stampa locale. «I giornali locali», ha sottolineato Mattarella, «sono quelli che hanno i lettori più esigenti perché parlano di realtà che i lettori sovente conoscono direttamente. L’antidoto alle fake news è molto più forte, c’è maggiore attendibilità nelle testate locali per l’informazione che viene fornita», ha evidenziato.
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