Mattarella mette il sigillo sul Festival

13 Ottobre 2018

Il messaggio del Capo dello Stato al sindaco Biondi e agli organizzatori: da queste giornate scaturiranno preziosi contributi

L’AQUILA. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha messo il suo sigillo al Festival della Partecipazione, inviando un messaggio al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e alle organizzazioni promotrici dell’evento (ActionAid e Cittadinanzattiva, con il contributo di SlowFood Italia).
«Desidero esprimere il mio apprezzamento per l’iniziativa, che si conferma un importante spazio di riflessione sulla cittadinanza attiva e responsabile. Il tema scelto quest’anno, “Sogni, incubi, realtà. democrazia e partecipazione nell’area dell’incertezza”, riassume il senso del nostro tempo, segnato da trasformazioni epocali, che, pur offrendo straordinarie opportunità», si legge nel messaggio del Capo dello Stato, «alimentano spesso disuguaglianze, ferite nel tessuto civile e senso di smarrimento. Per affrontare le insicurezze e le sfide contemporanee è essenziale un rinnovato impegno a gestire il cambiamento e a interpretarlo risvegliando una forte coscienza civica in coerenza con i nostri valori di comunità propositiva e democratica. La partecipazione costituisce la principale risorsa della democrazia; ne alimenta e ne consolida i valori attraverso il costante confronto delle idee e delle culture in una prospettiva di apertura e di crescita. Il percorso di rafforzamento della consapevolezza di essere protagonisti attivi, liberi e partecipi del rinnovamento rappresenta un fattore fondamentale per assicurarne lo sviluppo nel rispetto dei principi fondanti della nostra Costituzione e per accrescere il bene collettivo attraverso una proficua sinergia tra cittadini, formazioni intermedie e istituzioni. Convinto che da queste giornate scaturiranno preziosi contributi al dibattito pubblico, rivolgo a lei, gentile Sindaco, alle organizzazioni promotrici e a tutti coloro che interverranno un partecipe saluto».
Nella giornata di ieri, oltre alla “sorpresa” di Mattarella, sono stati resi noti i numeri scaturi dall’indagine incrociata con la Cassa edile, fino a giugno scorso, dell’Osservatorio dei flussi di manodopera nella ricostruzione nel capoluogo e nei comuni del cratere, della prefettura dell’Aquila.
Sono 3718 i lavoratori impegnati – che costano 71,6 milioni l’anno – distribuiti su non meno di 543 cantieri, per un totale di circa 389 imprese coinvolte.
I dati sono stati presentati nella seconda giornata del Festival della Partecipazione, nel corso dell’incontro “Il lavoro nelle ricostruzioni post sisma”, organizzato dal Comitato scientifico del Festival, in collaborazione con il Forum diversità disuguaglianze, diretto da Fabrizio Barca.
L’ex ministro è stato il principale relatore dell’evento, al quale hanno partecipato anche Roberto Aloisio, professore del Gran Sasso Science Institute, Emanuele Verrocchi, segretario provinciale della Fillea Cgil, e una ventina di operai che hanno partecipato alla ricerca.
E a proposito di operai, è emerso anche che «è elevato e aumenta il numero di contratti a tempo determinato, che rappresentano il 35% del totale. È in aumento anche il lavoro in affitto, somministrato dalle agenzie interinali. Questo provoca nei lavoratori precarietà e incertezza e minore possibilità di programmazione della propria vita».
«La precarietà dei rapporti di lavoro», continua il report, «risulta chiara guardando al numero delle ore di lavoro nell’anno. Quasi il 40% degli operai, in un anno, non lavora più di 4 mesi. La media annua delle ore lavorate pro-capite è stata pari a 864, corrispondenti a circa 5 mesi e mezzo. Il 32,2% dei lavoratori non ha lavorato più di 400 ore in un anno».
I dati forniti dall’Osservatorio – organo di cui fanno parte, oltre alla prefettura, i sindacati degli edili e gli organi ispettivi – sono stati raccolti attraverso la compilazione di questionari online da parte delle stesse ditte coinvolte nei lavori che, mensilmente, comunicano il numero di lavoratori per cantiere, tipologie contrattuali e nazionalità dei lavoratori e sono stati incrociati con quelli delle banche dati dati dei due uffici speciali (Usra e Usrc). Sono tutti consultabili e scaricabili sul sito www.opendataricostruzione.gssi.it.
Integrando i dati dell’Osservatorio con quelli provenienti dalle Casse edili, è stato possibile elaborare anche un quadro sulle condizioni di lavoro degli operai, ovvero su livello delle retribuzioni, natura dei contratti, qualifiche e numero di ore lavorate. Stando a tali risultanze, i lavoratori che stanno ricostruendo L’Aquila e i borghi del cratere sono in larga misura manovali.
La relazione si sofferma anche sulla «ricostruzione invisibile», ossia sul fenomeno del lavoro irregolare e sommerso.
«Anche se non esistono stime», si afferma nel dossier, «un buon uso dei dati disponibili consente di individuare un indizio significativo della presenza del fenomeno. Nell’ambito di un significativo ricorso al subappalto, si osserva una massa di retribuzioni erogate che non appare congrua. Soltanto 74 ditte su un totale di 383 identificate sono ufficialmente assegnatarie dell’appalto, il 20%».
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