Maxi bandiera della pace attraversa il centro città

25 Febbraio 2023

L’AQUILA. La maxi bandiera della pace attraversa il corso verso la Fontana luminosa, a sua volta illuminata di giallo e di blu in omaggio all’Ucraina. Un suono di sirena antiaerea irrompe tra la...

L’AQUILA. La maxi bandiera della pace attraversa il corso verso la Fontana luminosa, a sua volta illuminata di giallo e di blu in omaggio all’Ucraina. Un suono di sirena antiaerea irrompe tra la gente, poi un finto esplosivo a simulare un attacco e i manifestanti a terra. Questo, a un anno esatto dall’invasione della Russia in Ucraina, il sit-in per dire no a questa guerra come a ogni conflitto dell’Assemblea L'Aquila per la pace, organizzazione spontanea che riunisce più realtà al suo interno.
«Noi siamo i partigiani della pace», dice Franco Federici al microfono. Alle spalle la bandiera dell’Anpi, sulle spalle quella multicolore contro ogni guerra. Ma Federici parla a nome dei manifestanti riuniti in piazza Regina Margherita. «La priorità del momento», incalza, «sembra quella di inviare armi, finanziando quel settore specifico, e questo arriva in un periodo in cui garantire welfare, sanità e stipendi adeguati ai cittadini non è cosa affatto scontata. Chiediamo di abbassare le armi e alzare i salari». Davanti alla fontana con la statua del Tritone alcune donne sollevano cartelli con scritto «Negoziati di pace subito», «Stop all’invasione di Putin», «inviare armi non è fare la pace», «solidarietà alle donne russe e alle donne ucraine in questa guerra». Al microfono si alternano studenti, attivisti e viene data lettura di alcuni editoriali del giorno che riportano anche le parole di Papa Francesco e del cardinale Matteo Zuppi. Musiche a cura del maestro Michele Avolio. «Questa guerra va fermata subito», spiegano i manifestanti che aderiscono alla rete Europe for Peace. «L’inaccettabile invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato nel cuore dell’Europa la guerra, che si avvia a diventare un conflitto globale tra blocchi militari con drammatiche conseguenze per la vita e il futuro dei popoli ucraino, russo e dell’Europa intera. Siamo vicini e solidali con la popolazione colpita, con vittime, profughi, con i rifugiati costretti a fuggire. Rispettiamo la resistenza ucraina ma sosteniamo chi sceglie la non violenza». E oggi alle 17 l’associazione Liberi Oltre, in collaborazione con Ucraina 24 Febbraio e Comitato Ventotene, organizza un altro sit-in in piazza Duomo. (fab.i.)