Maxi-bollette, nuova rivolta «Non ho i servizi, non pago»

Lettera di una residente nella frazione di Monticchio: «Sono ancora fuori casa per i ritardi burocratici, ma il Comune pretende ugualmente tutti i versamenti»
MONTICCHIO. Canoni arretrati di Map e Progetto Case da pagare, solleciti di pagamento, altre bollette in arrivo in autunno. Il Comune sta correndo ai ripari per mettere almeno una pezza al “buco” che ha superato abbondantemente i 20 milioni a causa di una gestione non proprio “da buon padre di famiglia” del compendio immobiliare nato nel post-sisma. Ma c’è anche chi, tra gli inquilini, fa notare che se molti di loro non hanno fatto il proprio dovere pagando il giusto c’è chi da anni paga, ma è costretto a restare negli alloggi provvisori perché la propria casa non è ancora stata ricostruita. Una donna che abita nei Map di Monticchio ha scritto al Centro: «Sono domiciliata ai Map dal 2010, da allora la mia vita non è stata semplice. Sono proprietaria di prima casa inserita in un aggregato, uno dei più grandi a Monticchio. Un aggregato con alcuni problemi, tanto che c’è stato anche un esposto in Procura di cui non si sa più nulla. Presidente e tecnici di quell’aggregato non si fanno sentire, hanno presentato la scheda parametrica 1, poi più niente. Il Comune, dal canto suo, pretende il canone di compartecipazione, da pagare a fine mese (i Map di Monticchio non hanno balconi, scale chiuse, ascensori e paghiamo le bollette dal primo giorno). Io non intendo più pagare un canone per servizi che non ci sono. Perché devo pagare mentre la ricostruzione non c’è? Il Comune pretende 504 euro all’anno, io ho un Isee da 2.000 euro, come faccio a pagare? Sono andata agli uffici e mi hanno risposto che siamo obbligati a pagare tutti, con o senza servizi: se non sono d’accordo posso anche lasciare il Map. E la mia casa? Quando sarà ricostruita? Vorrei smuovere le coscienze, so che è un’impresa impossibile, ho combattuto contro il Comune fino al 2015 poi ho avuto problemi di salute, ma adesso è proprio ingiusto pretendere soldi da chi, come me, continua a vivere in una situazione precaria nella speranza di tornare a casa propria. La ricostruzione tarda, perché devo pagare?».

