Maxi bollette, salta il consiglio: l’ipotesi delle rate è più lontana

Oltre 4 mila gli inquilini di progetto Case e Map che devono pagare (7 milioni in totale) entro agosto Divampa la polemica politica. L’opposizione parla di fuga tattica: «Una maggioranza vergognosa»
L’AQUILA. Sfuma, forse definitivamente, la possibilità di rateizzare le somme (per bollette e canoni di compartecipazione che risalgono a un periodo fra il 2013 e il 2017) che più di 4.000 inquilini del progetto Case devono pagare al Comune entro la fine di agosto. Si tratta di un totale di oltre 7 milioni di euro con casi di persone (35) che dovrebbero tirare fuori fra i 10.000 e i 40.000 euro. Ieri mattina, in consiglio comunale, quando ci si stava avvicinando al voto sull’ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Lelio De Santis (che sollecitava la rateizzazione) è mancato il numero legale. E non è stato un caso. Infatti, a “fuggire” dall’aula sono stati quasi tutti i consiglieri di maggioranza. Il centrodestra ha forse voluto evitare un “no” palese all’ordine del giorno dopo che l’assessore al patrimonio Vito Colonna, mettendoci la faccia, in terza commissione aveva fatto capire di essere contrario a rateizzare i “solleciti” di pagamento. A questo punto è facile prevedere che entro il 31 agosto magari qualcuno pagherà (quelli che hanno cifre basse, sotto i 500 euro) ma la gran parte non lo farà anche perché sono in vista schiere di legali pronte a fare ricorso in tutte le sedi giudiziarie possibili contro i solleciti. E di appigli e cavilli giuridici ce ne sono fin troppi, non ultima l’ipotesi prescrizione. La catastrofe finanziaria (per ora il debito sui piani Case è a quota 22 milioni) nasce da lontano e ci sono sia responsabilità della politica che dei singoli cittadini. Non è difficile ipotizzare che nel giro di qualche anno il debito “monstre” potrebbe portare alla bancarotta del Comune con conseguenze devastanti sui servizi pubblici. La mancanza di numero legale ha scatenato la reazione veemente dell’opposizione. I consiglieri Paolo Romano e Lelio De Santis hanno gridato «vergogna» a pieni polmoni. De Santis in particolare ha detto che «i consiglieri di maggioranza sono fuggiti dal loro dovere, non consentendo la discussione di un argomento delicato che riguarda oltre 4 mila famiglie, che dovrebbero pagare entro agosto e in un un’unica soluzione somme salate, anche di migliaia di euro». Prima della mancanza del numero legale il consiglio aveva discusso altri argomenti.
BILANCIO. È stato approvato l’assestamento al bilancio di previsione 2021-2023, con la salvaguardia degli equilibri. La “manovra” determina un incremento, rispetto alla previsione, di circa 19 milioni e mezzo di euro in entrata e in uscita e l’assessore al bilancio, il vice sindaco Raffaele Daniele, ha illustrato in aula le principali variazioni determinate dall’assestamento. «Sotto il profilo delle entrate», ha affermato, «per l’annualità in corso, quelle correnti salgono di 441mila euro e questo grazie al recupero della tassa dei rifiuti, la Tari. Un’operazione resa possibile dall’incrocio tra le banche dati, a cominciare da quella dell’anagrafe, che ha permesso di far emergere delle situazioni finora nascoste. Proseguendo su questa strada virtuosa, abbiamo potuto inserire delle cifre significative anche per i recuperi Tari relative agli anni 2022 e 2023 e proprio nel 2023, se l’andamento positivo non cambierà, copriremo questa entrata senza più dover ricorrere al contributo straordinario dello Stato che, comunque, rimane indispensabile per altri settori quali il trasporto pubblico, le manutenzioni stradali e della pubblica illuminazione».
IMU. «Per l’Imu», ha proseguito Daniele, «l’azione del ravvedimento operoso ci ha consentito di iscrivere nell’assestamento un incremento di 100 mila euro nel 2021. Per i trasferimenti correnti, la maggior parte è dovuta al sostegno che l’amministrazione riceve per aiutare, a sua volta, coloro che hanno proseguito attività soprattutto di carattere sociale, nonostante l’epidemia».
LE SPESE. Sul fronte della spesa, Daniele ha messo in evidenza come sia stata assicurata la copertura finanziaria per il triennio 2021-2023 alle gare in corso per la manutenzione del verde pubblico, la mensa e il trasporto scolastico. «Da ultimo», ha concluso, «la prossima riconsegna di Palazzo Margherita, sede storica dell’amministrazione comunale, ci permetterà un risparmio nei fitti passivi nell’ordine del 20% nel 2022 e del 40% nel 2023».
CENTRO ANZIANI. Il consiglio ha approvato anche la terza variazione di bilancio del Centro servizi anziani,
L’OPPOSIZIONE. «Un consiglio comunale indegno di una città capoluogo di regione in piena fase di ricostruzione, impossibilitato a far valere gli interessi dei cittadini tramite i rappresentanti democraticamente eletti». Così i consiglieri d’opposizione, secondo i quali «il centrodestra in consiglio ha dato chiaramente a vedere di non essere minimamente interessato alle proposte, e al governo della città, facendo saltare tatticamente una serie di argomenti di notevole importanza. L’assise, infatti, si è limitata a ratificare solo 3 dei 10 punti all’ordine del giorno per poi far mancare il numero legale nel momento in cui si dovevano discutere le nostre mozioni. Si sarebbe dovuto parlare, tra l’altro, di sostegni a palestre, attività sportive e scuole di danza duramente colpite dalle chiusure dovute alla pandemia, di rateizzazione dei solleciti di pagamento per i progetti Case e Map, della manutenzione dell’auditorium del Parco. L’escamotage non è nuovo. Questa è una coalizione di governo arroccata su se stessa, chiusa in difesa, concentrata solo su spartizioni di potere e calcoli elettorali».
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