Maxi discarica, allarme a Collelongo

Previste altre 75mila tonnellate di rifiuti. Salucci: approfondiremo
COLLELONGO. C’è preoccupazione per il possibile arrivo di 75mila tonnellate di rifiuti nell’ex cava Le Grottelle di Collelongo, mai bonificata, come disposto quattro anni fa nel corso di una conferenza di servizi della Regione Abruzzo. «Mentre la bonifica latita per ragioni economiche e giuridiche il gestore del sito addirittura rilancia puntando al tombamento della discarica con il triplo dei rifiuti del passato», sottolineano gli ambientalisti del Forum H2O, «la ditta ha depositato un progetto in Regione per la procedura di Valutazione di impatto ambientale e al Comune di Collelongo per la Valutazione di incidenza ambientale per tombare la discarica con altre 75mila tonnellate di rifiuti, tra scorie di fonderia, loppe di altoforno e fanghi di perforazione».
«Al Comune non è arrivato alcun progetto», replica il sindaco di Collelongo, Rosanna Salucci, «l’autorizzazione spetta alla Regione, il Comune viene interessato solo in caso di una conferenza di servizi per le attività di competenza. A ogni modo sarà mia cura approfondire la questione».
La maxi discarica era stata posta sotto sequestro l’anno scorso nell’ambito di un’indagine portata avanti dalla Procura distrettuale antimafia dell’Aquila che aveva iscritto nel registro degli indagati dieci persone, tra impiegati, geologi, progettisti e titolari di imprese, accusati, a vario titolo, di inquinamento ambientale, falsità ideologica e abuso d’ufficio per i lavori di ripristino della cava di Collellongo nella fascia protetta esterna del Parco nazionale.
Una vera bomba ecologica per gli inquirenti che all’epoca avevano rinvenuto 17mila quintali di rifiuti non pericolosi e cinque tonnellate di fanghi prodotti nei processi di disinchiostrazione, oltre a terre e rocce da scavo utilizzate nella miscelazione per circa 13mila tonnellate, tutti ritenuti non idonei per l’attività di recupero ambientale e non conferibili. (f.d.m.)
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