Maxi impianto irriguo, presto altre analisi

Il Consorzio di bonifica prosegue i lavori nel Fucino, si punta a evitare espropri e accelerare i tempi
AVEZZANO. Il Consorzio di bonifica è pronto a eseguire altri rilievi, come i carotaggi agronomici già fatti, che eviterebbero gli espropri e ridurrebbero i tempi per la realizzazione dell’impianto irriguo del Fucino.
Sulla realizzazione del tanto sospirato impianto oramai sembrava che gli agricoltori del Fucino non ci sperassero più. In effetti, quando la Regione ha stralciato dal progetto generale da 200 milioni quello riguardante solo l’irrigazione del Fucino, gli imprenditori sono piombati nel più cupo pessimismo. Si è venuto a sapere che i 50 milioni stanziati per l’impianto sono stati utilizzati per l’emergenza Covid, con l’impegno da parte del Governo che sarebbero stati restituiti. Promessa che finora non è stata mantenuta. L’Arap (Azienda regionale delle attività produttive), a sua volta, a settembre 2021, ha annunciato di aver affidato a un pool di tecnici l’incarico di redigere il progetto esecutivo.
Quando sembrava che l’impianto irriguo fosse divenuto un miraggio, il Consorzio di bonifica ha rotto gli indugi e ha preso in mano la situazione. Il commissario Danilo Tarquini ha proposto ai vertici della Regione di farsi carico di interventi propedeutici alla realizzazione. Avendo avuto l’ok, ha subito incaricato l’area tecnica di eseguire i cosiddetti carotaggi agronomici. Un’operazione portata avanti in stretta collaborazione con le aziende agricole, i cui terreni sono stati oggetto di rilievi. I carotaggi, preceduti da un attento esame su immagini aeree ad alta definizione, sono stati condotti fino a una profondità di 150 centimetri e in alcuni casi anche fino alla falda acquifera. Dall’intera area sono stati selezionati 120 campioni che verranno analizzati in laboratorio per la determinazione delle caratteristiche fisico-chimiche. Tutte le informazioni confluiranno in un apposito database. Il risultato finale sarà una cartografia della distribuzione dei suoli, della loro potenzialità d’uso a fine irriguo e per talune colture. L'indagine condotta dal Consorzio è stata portata a termine in tempo record: appena 10 giorni. «Con tale iniziativa», dichiara il commissario Tarquini, «il Consorzio ha dato un considerevole contribuito ad accelerare i tempi di realizzazione di un’opera primaria e strategica per l’intero Abruzzo. Il Consorzio, benché non abbia tuttora un ruolo diretto e specifico nella progettazione dell’impianto, avendo la Regione riservato tale competenza all’Arap, esaurite con celerità le proprie incombenze, rimane in attesa, in spirito di leale collaborazione, di conoscere i successivi passi da compiere, onde contribuire ancora una volta a raggiungere tempestivamente la meta».

