Maxi rissa, chiuse le indagini: 7 nei guai

12 Aprile 2024

Si tratta di giovani che nella notte tra il 30 e il 31 dicembre si erano picchiati in piazza. Sono coinvolti anche sei minorenni

CAMPO DI GIOVE. La Procura di Sulmona ha chiuso le indagini preliminari per i protagonisti della maxi rissa di Capodanno, a Campo di Giove, e ha confermato l’accusa per sette dei tredici indagati. Tutti rischiano il processo. Si tratta di Gianluca Carducci 20enne di Pratola, Alessandro Battista Carillo 24 anni di Pratola, Matteo Quintino Di Cioccio 21enne di Corfinio, Danilo De Plano 19 anni di Vasto, Kevin Spinosa 22 anni di Sulmona, Lorenzo Spinosa sulmonese di 21 anni e Franceso Pio Castellani, 21enne di Pratola.
I fatti risalgono alla notte tra il 30 e il 31 dicembre scorsi quando, due diversi gruppi di giovani, si erano affrontati prima in un residence e poi nella piazza principale di Campo di Giove. Una rissa violenta, avvenuta per futili motivi, che si era consumata a colpi di calci, pugni e schiaffi. Nella lite era spuntato perfino un coltello, tirato fuori dal 19enne di Vasto, che aveva minacciato quattro giovani peligni. Per lui l’accusa è più pesante. Non solo rissa ma anche detenzione di arma impropria atta ad offendere. I primi soccorsi furono prestati da turisti e residenti fino all’arrivo dell'ambulanza del 118 che trasferì, al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, cinque feriti, tutti in condizioni non gravi. Due di loro, il 21enne di Pratola e un minore, avevano riportato ferite e fratture più consistenti, tanto che i medici li avevano sottoposti ad esami più approfonditi. Se la sono cavata con una prognosi di 25 giorni. Le indagini sono state effettuate dai carabinieri della compagnia di Sulmona che hanno raccolto le testimonianze di quanti erano presenti in piazza e nel residence e hanno analizzato i filmati delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire le varie fasi della maxi rissa.
Il sostituto procuratore, Edoardo Mariotti, ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini per le sette persone in questione che ora, entro venti giorni, potranno presentare le memorie difensive o chiedere di essere interrogati. In totale sono tredici le persone finite all’attenzione della magistratura. Nell’inchiesta infatti sono coinvolti anche sei minori, tutti residenti fuori regione. Per loro è stato aperto un fascicolo dalla procura del tribunale per i minorenni dell’Aquila. (a.d.a.)
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