Maxi test all’Università: 750 in corsa per entrare nella facoltà di Medicina

Partite le prove, quest’anno può partecipare anche chi ha 16 anni Il docente Casacchia: «Troppo giovani per avere consapevolezza»
L’AQUILA. Sono 750 gli studenti in corsa per entrare nella facoltà di Medicina dell’Università dell’Aquila. Tanti sono gli iscritti alla prima sessione dei test di ingresso.
Test che quest’anno è diventato “Tolc-med” (Test Online Cisia di Medicina). Ai Tolc possono partecipare gli studenti iscritti all’ultimo o al penultimo anno delle scuole secondarie superiori italiane o estere che consentono l’acquisizione di titolo idoneo all'accesso ai corsi universitari, oltre a tutti coloro che sono già in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado. Significa che da quest’anno, a partecipare, ci sono anche studenti giovanissimi, dai 16 anni di età. Chiamati in gruppi ristretti, al massimo di una ventina di aspiranti alla volta, gli studenti si ritrovano davanti al computer per rispondere in 90 minuti a una serie di domande.
«Era abbastanza complicato», racconta Edoardo, studente del Liceo classico proveniente da Rieti. «Ovviamente, frequentando il Classico ci sono materie in cui non siamo preparati». Stesso problema per Giada, che invece arriva da Pianola, frazione dell’Aquila. «Non ho trovato difficoltà in Biologia, a differenza di Chimica, Fisica e Matematica. È la prima volta che ci troviamo di fronte a questo format e quindi non sappiamo cosa aspettarci». Valentina, anche lei dall’Aquila, arriva dal Liceo linguistico: «Chimica? Zero. Fisica? Zero. Per il resto non mi è sembrato così insormontabile». Loredana arriva da Teramo e già da un anno studia infermieristica all’Aquila: «Ci sto provando, avendo già fatto un anno di università mi trovo molto meglio con molte materie. Non so cosa aspettarmi, c’è un diverso criterio per le graduatorie. Speriamo bene». Federica è già laureata nella triennale in veterinaria: «In facoltà alcune materie le abbiamo studiate molto bene, anche se ci siamo trovati di fronte a un testo abbastanza complicato». Da quest’anno i candidati devono rispondere a 50 domande in 90 minuti. Ci sono due sessioni, aprile e luglio, si può sostenere il test due volte all’anno già dalla quarta superiore e si può entrare in graduatoria con il punteggio più alto raggiunto nelle varie prove, nel caso il candidato sostenga il test più di una volta. Il nuovo format ha alcuni vantaggi, ad esempio permette a chi non ha potuto partecipare a un test di ripeterlo subito, salvaguardando chi si è preparato seriamente. Dall’altro punto di vista, c’è chi non apprezza la scelta allargare la possibilità di accedere ai test anche ai giovani che hanno 16 anni.
«Questi ragazzi non sanno nulla di cosa significa la professione medica», argomenta il professor Massimo Casacchia, arrivato per ascoltare le motivazioni degli studenti più giovani che stavano sostenendo i test. «Temo che molti di questi ragazzi non siano consapevoli dei sacrifici, delle difficoltà che si troveranno ad affrontare, ad esempio nel gestire e sostenere le persone che soffrono. Così giovani, della professione medica potrebbero vedere solo i risvolti legati al guadagno o al prestigio sociale. Ma fare il medico richiede sacrifici, ore e ore di studio e giornate intere a contatto continuo con i malati».
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