Maxisequestro di radici di genziana nel Parco

29 Settembre 2021

Tre persone denunciate, hanno raccolto 50 chili della pianta a rischio estinzione utilizzata per i liquori

PESCASSEROLI. Sono stati denunciati per aver raccolto 50 chili di radici di genziana nell’area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. I guardiaparco del reparto di San Biagio Saracinisco, nel territorio di Frosinone, hanno fermato e denunciato tre persone mentre trasportavano cinque grossi sacchi neri pieni di radici di genziana appena estirpate
Gli uomini che tutelano la zona del Parco stavano facendo delle attività di perlustrazioni quando in alta montagna, nel versante laziale dell’area ricompresa in uno dei siti della Rete Natura 2000 hanno notato i tre che si muovevano con fare sospetto. Dopo averli fatti fermare, i guardiaparco hanno controllato cosa ci fosse nei sacchi di plastica che i tre “escursionisti” portavano in mano e hanno scoperto che erano pieni di radici di genziana appena raccolte. Ben cinquanta chili. Un quantitativo certamente non destinato al solo “uso familiare” visto che per fare il famoso liquore a base di questa radice ne bastano poche decine di grammi.
Alla luce della legge quadro delle aree protette per A.C. di Sora, F.C. di Isola Liri e C.T. di Colleferro è scattata la denuncia alla procura della Repubblica di Cassino. Naturalmente le radici di genziana raccolte sono state poste sotto sequestro.
Il contenuto dei cinque sacchi, essendo deperibile, è stato avviato alla distruzione così come previsto dalle vigenti normative. I guardiaparco, alla luce di quanto accaduto, hanno avviato ulteriori verifiche e sopralluoghi in tutta la zona al fine di valutare se la raccolta delle radici da parte dei tre laziali abbia comportato ulteriori danni al territorio e agli habitat interessati.
Non è la prima volta che si verificano episodi simili. La genziana maggiore, infatti, è una specie vegetale inserita nelle liste rosse regionali delle piante d’Italia, ed è considerata a rischio di estinzione locale proprio a causa della raccolta indiscriminata che viene fatta per lo più proprio per la raccolta indiscriminata ad uso erboristico, con il particolare obiettivo di realizzare poi il famoso liquore particolarmente diffuso in tutto l’Abruzzo. (e.b.)
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