Mazzetta da 2mila euro: condannato

L’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Barisciano patteggia 21 mesi. Il pm: «Si fece pagare per una pratica edilizia»
L’AQUILA. Un anno e nove mesi di carcere sono stati patteggiati, con i benefici di legge, da Giampiero Sigismondi, 63 anni, aquilano, ex geometra del Comune di Barisciano, accusato di concussione. L’accusa parla chiaro: rivestendo il ruolo di responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, chiese soldi per mandare avanti la pratica di una variante, in relazione a un solaio da ristrutturare, nell’ambito della ricostruzione. Per cui si sarebbe rivolto all’ingegnere che ne aveva fatto richiesta dicendogli che la cosa non si poteva fare e aggiungendo «che bisognava non chiudere un occhio ma tutti e due» per avere l’approvazione. Costringendo, in tal modo, i committenti a pagare una mazzetta di duemila euro in più tranches. Ieri mattina, dopo il rinvio a giudizio, chiesto dal pm Stefano Gallo, il sospettato, assistito dall’avvocato Francesco Valentini, ha deciso di ricorrere al patteggiamento cosa che ha permesso anche uno sconto di pena. Parte civile, oltre chi ha dovuto pagare la mazzetta, anche il Comune di Barisciano, che, tramite l’avvocato Fabio Alessandroni, ha chiesto danni di immagine per mezzo milione di euro, richiesta che, ovviamente, dovrà essere valutata dal giudice in sede civile.
Sigismondi, inguaiato dalle indagini della guardia di Finanza, si dimise dall’incarico subito dopo essere stato indagato, due anni fa, anche per evitare che la magistratura adottasse misure più forti degli arresti domiciliari cui venne sottoposto per alcuni giorni. Una nota curiosa: il geometra finì agli arresti domiciliari pochi minuti dopo essere stato assolto in un altro processo. Il suo avvocato dell’epoca, Attilio Cecchini prima ancora di poter comunicare l’assoluzione al suo assistito, venne a sapere con sorpresa che i finanzieri lo avevano arrestato.
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