Mazzocca: pronti a diffidare il governo

7 Aprile 2018

Centrale e metanodotto Snam, contestato l’iter autorizzativo. Attesi i pareri dell’Ingv e della Protezione civile nazionale

SULMONA. Il sottosegretario della giunta regionale Mario Mazzocca è pronto a diffidare il governo uscente, se deciderà di portare avanti l’iter autorizzativo del metanodotto Snam. Mercoledì si è tenuta la prima conferenza dei servizi delle tre di questa ultima tranche prima del via libera definitivo. È proprio in quella occasione Mazzocca nel suo lungo incontro ha ribadito il no della Regione Abruzzo e di tutte le amministrazioni locali. Le speranze del fronte del no al metanodotto della Snam sono riposte ora negli interventi e nei pareri che saranno chiamati a dare i responsabili dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv) e quelli del Dipartimento nazionale di Protezione civile.
«In rappresentanza della Regione, unico ente titolato a dare il diniego all’intesa, ho dovuto fin dall’inizio sollevare un’eccezione relativa al verbale della conclusione della conferenza dei servizi del lontano 6 agosto 2015. In quell’occasione la Regione Abruzzo fece richiesta formale di tutta la documentazione che evidenziava due criticità ad oggi, per quanto ci riguarda, non ancora risolte», fa notare Mazzocca. «Criticità che non sono solo formali ma che riguardano due aspetti di estrema sostanza. In primo luogo, il tema degli usi civici: ad oggi irrisolto. Pur se nell’ambito del decreto di compatibilità ambientale del marzo 2011 questo aspetto venne esaminato, ma le relative procedure consequenziali non sono state ancora effettuate. In secondo luogo, il tema della Vas (Valutazione ambientale strategica): fin da allora evidenziammo questa che per noi rappresenta una grave manchevolezza. Ad oggi si continua a sostenere l’insussistenza di quest’obbligo. Noi queste ragioni le evidenzieremo fin dal ricorso in fase di presentazione contro la centrale della Snam».
Al momento non è stato ancora riconvocato un successivo incontro. «Questo perché», spiega Mazzocca, «la Snam continuava ad affermare come lo studio di risposta al rischio sismico elaborato nell’originario progetto risalente al 2010 sia stato continuamente aggiornato. Quello studio, che è parte dell’originario progetto poi avviato con il decreto di compatibilità ambientale del marzo 2011, è stato redatto sulla scorta della normativa antisismica allora vigente, ovvero prima del sisma aquilano del 2009. Da allora di acquisizioni legislative ce ne sono state diverse. La Snam afferma di aver effettuato spontaneamente questi aggiornamenti. Noi abbiamo richiesto e ottenuto dalla presidenza dell’assemblea della conferenza dei servizi di poter visionare questi studi e di esaminarli attentamente. E, quindi, poter in qualche modo decidere con maggiore e dovuta cognizione di causa. Per cui, quando la Snam procederà ad inviare a Regione, Provincia e Comuni questi studi di approfondimento, la Presidenza del Consiglio dei ministri convocherà la seconda riunione delle tre che, credo, ci saranno».
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