«Medici di famiglia in pensione non sostituiti»

Albano, segretario provinciale Fimmg: il problema va risolto, i cittadini rischiano di essere penalizzati
L’AQUILA. Continua la battaglia per la sopravvivenza dei nuclei di cure primarie in città. Dopo le prese di posizione dei giorni scorsi, Vito Albano segretario provinciale Fimmg (federazione medici di medicina generale) ha incontrato vari esponenti della politica in merito al non reintegro dei medici pensionati nei nuclei, ovvero il vicepresidente del consiglio regionale Roberto Santangelo, la consigliera comunale Maria Luisa Ianni e i consiglieri regionali Silvio Paolucci e Pierpaolo Pietrucci.
«Tale situazione investe la Asl dell’Aquila e rischia di comportare nel tempo la chiusura di tali presidi aperti 12 ore al giorno e il conseguente licenziamento del personale di segreteria e infermieristico attualmente in servizio, nonché la penalizzazione dei cittadini aquilani», spiega Albano. «Tutti si sono detti solidali con questa battaglia, e pronti ad attivarsi ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie competenze».
In una nota, anche lo stesso Pietrucci chiede all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì di garantire la sostituzione dei medici dei nuclei. «Il naturale avvicendamento dei medici non costerebbe nulla alle casse dello Stato», dice Pietrucci. «Si rischia così di perdere circa 20 posti di medici di famiglia. Proprio adesso, nel momento in cui con il Pnrr si programma la creazione delle Case di comunità di cui sono state già individuate le sedi. Una politica semplicemente coerente sosterrebbe le associazioni mediche che costituiscono l’embrione da cui sviluppare l’organizzazione di lavoro all’interno delle Case di comunità. Come se non bastasse, l’annunciato progetto di autonomia differenziata finirà per cristallizzare questa situazione: e le realtà più fragili, con meno strutture, medici e servizi verranno discriminate rispetto ad altri territori». (m.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

