Medici di famiglia, tagli bocciati in Cassazione

8 Luglio 2021

Nel mirino del ricorso il piano di rientro che aveva penalizzato la categoria. Fimmg: «Bella vittoria»

L’AQUILA. Con le sentenze 19327 e 19328 depositate nella giornata di ieri, la Corte di Cassazione ha riconosciuto l’illegittimità dei tagli operati ai compensi dei medici di famiglia dalla Regione e dalle Asl abruzzesi in applicazione del piano di rientro.
Infatti, con il cosiddetto piano di rientro, la Regione e le Asl, «violando numerose norme di legge e della contrattazione collettiva», fanno sapere i ricorrenti, «hanno di fatto addossato ai medici di medicina generale il costo del predetto piano, pretendendo l'esecuzione delle prestazioni a loro carico, riducendo unilateralmente il compenso pattuito e che sarebbe spettato loro. La Cassazione ha confermato la condanna dell’Asl dell’Aquila disposta dalla Corte d’Appello dell’Aquila e, prima di essa, dai tribunali dell’Aquila, Sulmona e Avezzano, ponendo fine all’iter giudiziario intrapreso contro l’Asl dell’Aquila dai medici convenzionati, tutti difesi dallo studio legale Crocetta di Chieti.
Il dottor Franco Pagano, segretario regionale della Fimmg, così esprime la propria soddisfazione: «Una vittoria che restituisce dignità alla categoria dei medici di famiglia, medici che lavorano incessantemente, lontano dai riflettori, che hanno subito per oltre un decennio la illegittima riduzione dei compensi pattuiti. Ringrazio lo studio legale Crocetta per la pazienza, la competenza e la passione impiegate in questa battaglia accanto alla Fimmg a difesa della medicina convenzionata».
Tutti i tribunali abruzzesi, tranne quello di Pescara, hanno sempre riconosciuto ai medici i compensi previsti dalla contrattazione collettiva, la Corte di Appello ha sempre confermato tale orientamento, riformando le sentenze di segno contrario del tribunale di Pescara.
Ciononostante, le Asl di Pescara, L’Aquila e Teramo hanno inteso ricorrere in Cassazione ma anche gli ermellini hanno accolto le ragioni dei medici.
L’avvocato Riccardo Crocetta afferma: «Una vittoria che ci inorgoglisce molto, perché ribadisce l’importanza della contrattazione collettiva e il rispetto delle regole nel mondo del lavoro, che devono essere osservate anche dagli enti pubblici».