Medici e studenti, dibattito su polio e Covid nel convegno promosso dal Rotary Club

“Dalla polio al Covid 19: un filo rosso di speranza per il futuro". È stato questo il tema del convegno organizzato dal Rotary Club L’Aquila e dal Dipartimento medicina clinica e scienza della vita e...
“Dalla polio al Covid 19: un filo rosso di speranza per il futuro". È stato questo il tema del convegno organizzato dal Rotary Club L’Aquila e dal Dipartimento medicina clinica e scienza della vita e dell’ambiente e al quale hanno partecipato molti studenti di medicina e delle professioni sanitarie.
Ai saluti del direttore del dipartimento Guido Macchiarelli, del presidente dell’Ordine provinciale dei medici Maurizio Ortu, del governatore del distretto Rotary 2090 Rossella Piccirilli, della presidente del Rotary Club L’Aquila Marisa D’Andrea, e del Rotaract Ileana Mariani, e della presidente della commissione Rotary Foundation, Rossella Iannarelli sono seguiti gli interventi. Alessandro Grimaldi primario di Malattie infettive del San Salvatore ripercorrendo la storia della poliomielite e delle grandi epidemie anche recenti ha ricordato le precauzioni da adottare per frenare il contagio, tornando a sottolineare che il suo reparto e l’ospedale si trovano sotto pressione e ribadendo la necessità di collaborazione con la medicina del territorio. Ortu ha anticipato la firma della convenzione in base alla quale anche i medici di famiglia saranno in grado di collaborare al tracciamento dei casi positivi attraverso i tamponi. Luigi Giallonardo, medico di famiglia, ha raccontato lo stravolgimento del rapporto con i pazienti imposto dalle restrizioni, ma ha anche sottolineato opportunità come quella di programmare con grande attenzione le visite. La pediatra Rosa Persia ha fornito rassicurazioni sulla risposta di bambini e adolescenti al rischio di contagio, pur non sottovalutando le ripercussioni psicologiche sui minori dell’emergenza e delle ansie dei genitori. Rita Roncone ha illustrato il comportamento come alcuni animali, più saggi e accorti nel distanziamento sociale per difendere sé stessi e le loro comunità da nemici come batteri e virus. Massimo Casacchia (nella foto) ha raccontato la storia dello scopritore del primo vaccino antipolio, Salk, che rinunciò al brevetto della sua scoperta e quindi ai proventi che lo avrebbero arricchito, in nome di principi etici. A fine convegno è stata rilanciata l’iniziativa di raccolta fondi per la lotta alla polio tramite il progetto #VRunEndPolio.
Ai saluti del direttore del dipartimento Guido Macchiarelli, del presidente dell’Ordine provinciale dei medici Maurizio Ortu, del governatore del distretto Rotary 2090 Rossella Piccirilli, della presidente del Rotary Club L’Aquila Marisa D’Andrea, e del Rotaract Ileana Mariani, e della presidente della commissione Rotary Foundation, Rossella Iannarelli sono seguiti gli interventi. Alessandro Grimaldi primario di Malattie infettive del San Salvatore ripercorrendo la storia della poliomielite e delle grandi epidemie anche recenti ha ricordato le precauzioni da adottare per frenare il contagio, tornando a sottolineare che il suo reparto e l’ospedale si trovano sotto pressione e ribadendo la necessità di collaborazione con la medicina del territorio. Ortu ha anticipato la firma della convenzione in base alla quale anche i medici di famiglia saranno in grado di collaborare al tracciamento dei casi positivi attraverso i tamponi. Luigi Giallonardo, medico di famiglia, ha raccontato lo stravolgimento del rapporto con i pazienti imposto dalle restrizioni, ma ha anche sottolineato opportunità come quella di programmare con grande attenzione le visite. La pediatra Rosa Persia ha fornito rassicurazioni sulla risposta di bambini e adolescenti al rischio di contagio, pur non sottovalutando le ripercussioni psicologiche sui minori dell’emergenza e delle ansie dei genitori. Rita Roncone ha illustrato il comportamento come alcuni animali, più saggi e accorti nel distanziamento sociale per difendere sé stessi e le loro comunità da nemici come batteri e virus. Massimo Casacchia (nella foto) ha raccontato la storia dello scopritore del primo vaccino antipolio, Salk, che rinunciò al brevetto della sua scoperta e quindi ai proventi che lo avrebbero arricchito, in nome di principi etici. A fine convegno è stata rilanciata l’iniziativa di raccolta fondi per la lotta alla polio tramite il progetto #VRunEndPolio.

