Medici mancanti, un’emergenza Ora la Asl richiama i pensionati

13 Novembre 2023

Provvedimenti in vigore fino alla fine dell’anno: riguardano i reparti di pediatria e di nefrologia e dialisi La direzione aziendale: «Resta il problema della reperibilità notturna, recluteremo specializzandi»

SULMONA. Per sopperire alla diffusa carenza di personale nell’ospedale di Sulmona, classificato di primo livello, la Asl sta richiamando medici in pensione. Ultimamente è stato conferito un incarico di collaborazione coordinata e continuativa a un medico per il reparto di nefrologia e dialisi, fino al 31 dicembre prossimo: la proroga è legata alla conferma della norma nella legge di stabilità nazionale. La decisione di ricollocare operatori sanitari a riposo è stata presa dopo che l’azienda sanitaria aveva emanato alcuni avvisi pubblici, andati a vuoto, per reperire medici con contratto a tempo determinato. Attualmente sono rimasti in servizio solo due medici nella dialisi peligna, con 1.200 pazienti da gestire nell’area peligno-sangrina. Per questo la Asl ha mandato rinforzi, due unità associate di recente di cui una rientrata dopo la pensione. «Resta il problema delle reperibilità notturne che non possono essere ricoperte dai medici in quiescenza che tornano in servizio. Stiamo aprendo al reclutamento di medici specializzandi e in più stiamo facendo ricorso alla normativa nazionale che ci consente di riassumere e reclutare il personale in quiescenza», fanno sapere dalla direzione sanitaria della Asl, che è intervenuta anche per rimediare alle carenze nel reparto di pediatria. Nelle scorse settimane è stato infatti conferito un incarico individuale di collaborazione ad un medico in quiescenza, già pediatra per lunghi anni nell’ospedale peligno: presterà servizio per 38 ore settimanali, almeno fino al 31 dicembre prossimo, stando ai termini di collaborazione sanciti nella delibera firmata dal manager della Asl, Ferdinando Romano. Quella della carenza dei pediatri è un’emergenza diffusa non solo a Sulmona, ma a livello nazionale (in Italia ne mancano almeno 840), con le famiglie che sono in difficoltà perché un numero insufficiente di medici si trova a dover seguire un esercito di piccoli pazienti. Nei mesi scorsi era intervenuto sulla questione il coordinamento Uil Fpl della provincia dell’Aquila per chiedere all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, un consistente cambio di passo in quanto a causa dell’esiguo numero, i medici di medicina generale non sono in grado di coprire e assistere i bambini della Valle Peligna «che necessitano di quelle cure di cui hanno diritto». La Asl sta cercando di correre ai ripari per migliorare la pediatria, dove insiste anche il punto nascita, che non riesce a garantire un'assistenza ambulatoriale sempre più pressante. Inoltre, criticità si registrano nel pronto soccorso a causa di un numero molto esiguo di dirigenti medici. Queste carenze mettono a dura prova la popolazione, ma anche i lavoratori della sanità.
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