Medicina geriatrica Seminario nazionale con i massimi esperti

L'AQUILA. A distanza di 10 anni dall’edizione 2009, organizzata con mezzi di fortuna in una tensostruttura dopo il terremoto del 6 aprile, il congresso di medicina evolutiva geriatrica, sul tema:...
L'AQUILA. A distanza di 10 anni dall’edizione 2009, organizzata con mezzi di fortuna in una tensostruttura dopo il terremoto del 6 aprile, il congresso di medicina evolutiva geriatrica, sul tema: “Invecchiare in salute tra terapia e prevenzione”, torna all’Aquila, «quale tributo di riconoscenza alla comunità scientifica di una città che vuole tornare a volare». Domani e sabato, nella Sala Ipogea dell’Emiciclo, a partire dalle 9, si svolgerà il quarto seminario nazionale di Medicina evolutiva geriatrica, tra i più importanti appuntamenti scientifici nazionali sulle problematiche legate all’invecchiamento, che vedrà la partecipazione dei più qualificati esperti nazionali di diverse discipline. Organizzato da Giovambattista Desideri, professore ordinario di Geriatria dell’Università dell’Aquila, e dal dottor Carlo D’Angelo, presidente della sezione Abruzzo-Molise della Società italiana di gerontologia e geriatria, l’evento nasce «con la finalità di discutere una gestione globale delle patologie cronico-degenerative dell’età geriatrica prevedendo anche interventi preventivi. Il paziente geriatrico», spiega il professor Desideri, «con la specificità che gli deriva dalle comorbosità, dalla fragilità e dalla vulnerabilità sociale, rappresenta l’elemento che oggi maggiormente polarizza l’impegno assistenziale sia territoriale che ospedaliero. Bisogna, tuttavia, sempre più sottolineare», aggiunge il docente universitario, «e questa sarà un’occasione privilegiata per farlo, che la larga maggioranza delle patologie che affliggono la popolazione geriatrica è conseguenza di un percorso fisiopatologico che inizia anni prima, a volte già nell’età giovanile, a seguito dell’esposizione cronica ai fattori di rischio cardiovascolare (obesità, diabete e ipertensione in primis) e per effetto di stili di vita poco salutari».
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