Megalottizzazione a Rocca di Mezzo

28 Luglio 2016

Domani il consiglio comunale potrebbe dare il via libera alla realizzazione di 50 villette (9000 metri cubi di cemento)

ROCCA DI MEZZO. Domattina alle 9,30 si riunisce il consiglio comunale di Rocca di Mezzo. All’ottavo punto all’ordine del giorno c’è «l’approvazione definitiva del piano di lottizzazione denominato “Prato della Madonna”» che tradotto in soldoni significa una colata di cemento di oltre novemila metri cubi per un totale di 50 villette che occuperanno un’area di circa 22.000 metri quadrati. Tutto a ridosso del centro abitato.

Contro questa lottizzazione già da tempo è in corso una battaglia da parte di numerose associazioni ambientaliste e fra gli oppositori c’è nientemeno che il presidente della Repubblica emerito Carlo Azeglio Ciampi – che ha una casa a Rocca di Mezzo – il quale più di un anno fa ha scritto al sindaco Mauro Di Ciccio e al consiglio comunale chiedendo di bloccare la colata di cemento.

Perché sindaco e consiglio comunale insistono tanto su quella lottizzazione? In verità la decisione che potrebbe essere presa domani assomiglia più a un boccone amaro da ingoiare a tutti i costi che a una ferrea volontà di cementificare una parte di territorio ad alta valenza ambientale. La lottizzazione infatti era approdata in Consiglio già più di un anno fa, il 15 maggio del 2015. In quella sede il sindaco Di Ciccio prima fece la storia della vicenda – che risale al 1985 – e poi lesse la lettera di Ciampi, lettera che fece riflettere parecchio gli amministratori tanto che si preferì prendere tempo. Infatti anche su richiesta del consigliere Emilio Nusca si decise di riportare il progetto all’esame prima dell’ufficio tecnico e poi della commissione edilizia. L’appiglio fu il parere del comitato Via della Regione Abruzzo del 17 aprile 2014. Tale parere teneva conto solo in piccola parte della posizione dell’ente Parco Velino Sirente che il 7 gennaio del 2014 segnalava «la non compatibilità dell’intervento proposto con le vigenti norme transitorie di salvaguardia, fatte salve le competenze paesaggistiche e le relative autorizzazioni in capo ad altri Enti. Sulla base degli elementi obiettivi contenuti nel quadro conoscitivo e delle caratteristiche del progetto per le sue opere strutturali sia superficiali che sotterranee ivi comprese le proposte misure mitigative, si potrebbe giustificare il principio comunitario di precauzione atteso che non è possibile escludere effetti diretti e indiretti pregiudizievoli per l’integrità dei siti limitrofi in cui è presente la specie Klasea Lycopifolia». Il comitato Via (valutazione impatto ambientale) nell’aprile 2014 dava parere favorevole ma, parzialmente memore di quanto scritto dall’ente Parco, indicava quale prescrizione «di escludere ogni tipo di attività, comprese quelle di cantiere nella fascia di metri 5 dalle aree dove è stata individuata la presenza di Klasea Licopyfolia». Il consiglio (il verbale è sul sito internet del Comune), nella seduta del maggio 2015 invitò «l’ufficio tecnico ad acquisire la planimetria dove è individuata la presenza della pianta Klasea Licopyfolia, giusto studio di valutazione ambientale. In conseguenza l’ufficio tecnico dovrà ridefinire le aree da cedere al Comune in funzione della presenza della suindicata pianta protetta Klasea Licopyfolia; inoltre, alla luce di quanto sopra, il Consiglio Comunale ritiene che debba procedere ad una attenta valutazione delle aree, obbligatoriamente, da cedere al Comune di Rocca di Mezzo, al fine di tenere nella giusta considerazione il parere dell’Ente Parco Sirente Velino». Domani quel progetto, messa al sicuro la Klasea Licopyfolia, torna in consiglio. Sarà possibile dire no? Per capirlo bisogna rifare tutta la storia: dal piano di fabbricazione di 40 anni fa al Prg mai approvato. Ne parleremo alla prossima puntata.

1/ continua