Melandri sulla sede Maxxi: «Apertura entro un anno»

14 Marzo 2018

L’ex ministro alla cerimonia dell’Accademia di belle arti fa il punto sulla struttura Si attende la restituzione alla città di Palazzo Ardinghelli dopo i restauri

L’AQUILA. La presidente della Fondazione Maxxi ed ex ministro della Cultura Giovanna Melandri è stata l’ospite d’onore della cerimonia di inaugurazione dell’anno dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, svoltasi nella sede di via Leonardo da Vinci. Presenti, oltre al presidente e al direttore dell’Accademia, rispettivamente Roberto Marotta e Marco Brandizzi, anche il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente della Provincia Angelo Caruso, il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, la parlamentare Stefania Pezzopane e l’ex sindaco Massimo Cialente.
IL MAXXI. C’era grande attesa per la Melandri dopo l’annuncio, dato dal ministro Franceschini nel dicembre scorso, dello stanziamento, nella legge di Stabilità, di due milioni per l’apertura, a Palazzo Ardinghelli, della sede decentrata del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo che ha sede a Roma nell’edificio di via Guido Reni progettato dall’archistar Zaha Hadid. L’ex ministro non ha voluto sbilanciarsi dando una data certa dell’inaugurazione, ma ha detto che il museo vedrà la luce entro un anno. Melandri ha sottolineato che la chiave della buona riuscita del progetto sarà «l’attivazione di una rete di collaborazioni con le realtà culturali territoriali», nell’ambito della quale un ruolo di primo piano sarà ricoperto proprio dall’Accademia. «Ci affiancheremo alle istituzioni già presenti in questo territorio mantenendo la peculiarità distintiva del Maxxi, quella di essere un grande laboratorio di progettazione e costruzione. Il Maxxi all’Aquila non atterra in un luogo senza storia, ma in un luogo dalla straordinaria vivacità culturale che, negli ultimi tempi, ha avuto un nuovo impulso con l’arrivo delle nuove tecnologie, con il 5G e l’apertura di centri di eccellenza come il Gssi. In un paese segnato da un preoccupante declino delle aree interne e delle città medie», ha concluso Melandri «L’Aquila è la dimostrazione che, se si investe sulla cultura, sulla storia e sulle eccellenze, un’inversione di tendenza è possibile».
L’ACCADEMIA. Il presidente e il direttore dell’Accademia hanno fornito le cifre dell’attività dell’istituto. «Quest’anno abbiamo 400 iscritti, di cui 120 matricole», ha affermato Marotta. «Il 2017/2018 è stato l’anno del successo per la scuola di restauro, che ha raggiunto i 52 iscritti grazie a un corso che abilita alla professione. L’anno appena terminato è stato anche quello con il più alto numero di diplomati, ben 79». L’Accademia, tuttavia, deve fare i conti, come l’Università e molti altri enti pubblici di formazione, coi tagli ai fondi ministeriali. Marotta ha sollecitato stanziamenti urgenti alla Regione (300mila euro) per risolvere il problema della carenza degli spazi dove svolgere i laboratori e ha chiesto al Comune di poter continuare a utilizzare, in attesa di soluzioni stutturali definitive, il Musp sulla Statale 80. «L’intervento in conto capitale, quello cioè relativo all’edificio, è alla portata del bilancio regionale e presto provvederemo a stanziare i fondi», ha assicurato Lolli, che ha annunciato ulteriori impegni di spesa a valere sui fondi del 4% per la formazione. A chiudere la cerimonia è stato il direttore Brandizzi. «Le arti e la cultura sono considerate come qualcosa di superfluo in questo periodo storico così ricco di problematiche. Ma senza cultura, senza arte, probabilmente non esisterebbe la nostra coscienza». Sempre ieri, primo incontro tra i vertici del Teatro Stabile d’Abruzzo e Giovanna Melandri, per porre le basi che possano portare alla costruzione di «percorsi culturali comuni».
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