Melilla ricorda Giovani: difese gli operai Fiat con impegno

18 Giugno 2021

SULMONA. Sono stati celebrati ieri, nella chiesa di San Francesco a Popoli, i funerali di Dario Giovani, storico dipendente Fiat e sindacalista. L’ex consigliere comunale di Sulmona si è spento...

SULMONA. Sono stati celebrati ieri, nella chiesa di San Francesco a Popoli, i funerali di Dario Giovani, storico dipendente Fiat e sindacalista. L’ex consigliere comunale di Sulmona si è spento martedì all’età di 85 anni. In tanti a Sulmona lo hanno ricordato per il suo impegno costante nel mondo del lavoro e nel consiglio di fabbrica della Fiat di Sulmona, l’attuale Magneti Marelli. Anche Gianni Melilla, ex parlamentare abruzzese, ha voluto portare la sua testimonianza, alla luce del legame che aveva con Giovani. «Dario è stato un compagno esemplare, coerente, onesto, un capo degli operai della Fiat», ricorda Melilla, «negli anni Settanta, dopo un periodo di emigrazione in Svizzera, era stato assunto come operaio alla Fiat di Sulmona. Presto diventò delegato della Flm e avanguardia dei mille operai di quello stabilimento, allora di gran lunga il più importante gruppo industriale italiano e a livello automobilistico il più grande d’Europa e dell’America latina». Giovani fu eletto nelle file del Pci come consigliere comunale di Sulmona negli anni ‘80. Melilla ricorda la sua militanza nel partito comunista che aveva proprio a Popoli, città d’origine di Giovani, la sua roccaforte. «La Cgil è stato il suo luogo di militanza e la classe operaia della Fiat il suo mondo», continua l’ex parlamentare, «quando nell’ottobre 1980 la direzione della Fiat, con violenza inumana, lo sospese, capì che non sarebbe più tornato in fabbrica. È così fu. Pagava la sua generosità di delegato del consiglio di fabbrica, i cortei interni, i picchetti, gli scioperi che aveva promosso, la sua coerenza di rappresentante dei lavoratori nelle trattative con l’azienda. La lettera di sospensione di Dario la fotocopiai e la conservo ancora. Quella lettera, uguale per migliaia di lavoratori della Fiat, fu un vero trauma per quegli operai la cui vita cambiò radicalmente». (e.b.)