Meloni attacca, l’Ue si difende

17 Aprile 2018

La leader di FdI: «Vergogna». La replica: «Alcune aziende non hanno avuto danni»

L’AQUILA. «La presenza popolare all’Aquila rappresenta un grande segnale, un segnale di dignità per questo territorio che è abituato a combattere per le cose giuste. Quello che accade qui è una vergogna senza precedenti, sono contenta della trasversalità delle forze politiche al netto del Movimento Cinque Stelle che o non ha capito la materia o davvero mi preoccupa tanto».
La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni commenta così la manifestazione, dopo aver precisato di essere all’Aquila in rappresentanza di tutta la coalizione di centrodestra. «Ho portato la vicenda al presidente della Repubblica quando sono stata al secondo giro di consultazioni. Nel primo giro avevano parlato con lui di Europa, e quando sono tornata ho chiesto al presidente Mattarella se lui ritenga che questa sia l’Europa alla quale noi dobbiamo tanto perché forse è cieca, sorda, muta e un po’ cretina e quindi gli ho chiesto di dare un mandato per la risoluzione di questo problema».
Negli stessi minuti, all’Ansa, un portavoce della Commissione Ue precisa che «solo le compensazioni fiscali ingiustificate – ovvero quelle ricevute da imprese che non avevano attività economiche, ma solo la sede legale sul territorio o che hanno ricevuto di più rispetto ai danni subiti – sono quelle che devono essere restituite. E queste riguardano esclusivamente il sisma del 2009». Il portavoce ricorda che Bruxelles ha dato l'ok allo schema di aiuti da 44 milioni per il 2018-2020 per i terremoti del 2016-2017. Il caso risale a una decisione del 2015, quando la Commissione ha trovato che l’insieme delle misure italiane prese tra il 2002 e il 2011 per le agevolazioni fiscali alle imprese vittime delle catastrofi naturali «non erano ben mirate» in quanto «non richiedevano in alcun modo di dimostrare di aver subìto danni. «Il risultato è che alcune imprese hanno ricevuto compensazioni senza aver sofferto danni, e altre ne hanno ricevute di più del valore dei danni». Infine, commercialisti e imprenditori sottolineano che «manca la pubblicazione della proroga di 120 giorni decisa dal governo».