Meloni oggi in città, avviso agli alleati

La leader di Fratelli d’Italia attesa per un incontro sui risultati raggiunti. Il nodo degli assessori leghisti e delle candidature
L’AQUILA. Mentre le fiamme divorano, di nuovo, le montagne aquilane, c’è un altro incendio da domare, ed è quello a combustione lenta che da più di due settimane sta logorando il centrodestra. Oggi in città è attesa la leader nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che alle 12 terrà una conferenza stampa a Palazzo dell’Emiciclo per «illustrare», come spiega il coordinatore abruzzese del partito, Etel Sigismondi, «i risultati ottenuti finora dalle giunte Biondi e Marsilio grazie al lavoro degli uomini e delle donne di FdI». Al di là degli intenti (auto)celebrativi, la visita servirà anche a lanciare un segnale politico al resto del centrodestra, in un’ottica sia regionale (la partita delle candidature per le elezioni di Chieti e Avezzano è tutt’altro che chiusa) che locale. Qui la situazione sembra essere arrivata a un punto morto.
I NODI. Fratelli d’Italia è sempre intenzionata a non passare sopra all’ultima mossa leghista, come fece invece a dicembre, quando i salviniani non votarono il bilancio di previsione ma furono “graziati” dal sindaco, che preferì buttare acqua sul fuoco. «Il chiarimento che avevamo chiesto ancora non c’è stato», puntualizza Sigismondi. Il coordinatore lascia aperto uno spiraglio facendo capire, però, come non sarà FdI a fare il primo passo: «Nell’ultimo consiglio comunale ci sono stati dei segnali importanti, che lasciano ben sperare per il futuro. Ma come Fratelli d’Italia non faremo nessun passo indietro. Un chiarimento è doveroso anzitutto nei confronti della città, che non vuole più vivere queste situazioni, tipiche della vecchia politica». Sigismondi nega che Fratelli d’Italia abbia chiesto la testa del capogruppo del Carroccio, Francesco De Santis, ma precisa anche che «se c’è qualcuno che non condivide l’operato della giunta, per coerenza dovrebbe fare forse altre scelte». La Lega, dal canto suo, si è incartata e non sa come uscire dalla situazione in cui si è cacciata senza perdere la faccia. Ritrattare le dichiarazioni di De Santis significherebbe, di fatto, sfiduciarlo e ammettere che il capogruppo ha agito all’insaputa del partito, cosa improbabile. Allo stesso tempo, al Carroccio non basterà fare finta di niente e limitarsi a votare silenziosamente, come è avvenuto martedì nell’ultimo consiglio comunale, i provvedimenti della giunta, perché, come detto, il partito di Biondi e le altre forze di centrodestra vogliono un segnale chiaro, esplicito, e non sono disposti a fare sconti. Il “j’accuse” del capogruppo leghista, del resto, ha aperto una crepa anche all’interno del partito: la presa di distanza di Elisabetta De Blasis non è passata inosservata e i ben informati dicono che la consigliera sia pronta a lasciare la Lega per aderire a qualche altro gruppo. Per lei si parla addirittura di un ritorno in Forza Italia, il partito con cui venne eletta tre anni fa, prima della conversione salviniana.
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