Memoria e impegno nel nome di Di Pillo

4 Giugno 2015

Riconoscimento della presidenza della Repubblica ai familiari del pratolano deportato in Germania

PRATOLA PELIGNA. Consegnata la medaglia d’Onore ai familiari di Rocco Di Pillo di Pratola Peligna, perseguitato dai nazifascisti. La cerimonia si è svolta nella villa comunale dell’Aquila in occasione dei festeggiamenti per i 69 anni della Repubblica. Di Pillo, deceduto nel 1998, si era rifiutato di obbedire a ordini che andavano contro la sua coscienza, per questo era stato arrestato dai fascisti e, dopo l’armistizio, internato nei campi di concentramento dai nazisti. La medaglia è stata consegnata dal prefetto Francesco Alecci nelle mani di Ezio Di Pillo, primogenito di Rocco, affiancato dalle nipoti Marica e Andreina, i pronipoti Biagio e William Palombizio, e i figli Aldo, Mariassunta e Romeo.

Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, la senatrice Stefania Pezzopane, il presidente della Provincia Antonio De Crescentiis, Giacomo De Fanis coordinatore Giovani comunisti ed Ezio Pelino, l’ex preside che ha avuto il merito di riportare alla luce le storia di Rocco Di Pillo. Soddisfazione è stata espressa per il riconoscimento anche dal vescovo Angelo Spina, tra i firmatari di una petizione per intitolare un luogo pubblico di Pratola a Di Pillo. Raccolta firme che in pochi mesi ha visto l’adesione di oltre 500 persone tra politici, artisti e gente comune. La drammatica esperienza di Di Pillo era iniziata nell’aprile 1943 con la condanna per disubbidienza continua dal tribunale militare di Bologna. Dopo l’armistizio era stato deportato dai tedeschi in Germania e internato nel campo di lavoro di Natzweiler, per poi essere trasferito nel più terrificante campo di sterminio, il Konzentrationslager, di Flossemburg. La medaglia d’Onore viene conferita su indicazioni del presidente della Repubblica. Il riconoscimento dato a Di Pillo arricchisce la storia della resistenza a Pratola Peligna medaglia di Bronzo al merito civile.

Federico Cifani

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