Meningite, ecco a chi tocca la profilassi

La giovane resta grave. Preside e Asl annunciano l’avvio della procedura per decine di persone: compagni, familiari, docenti
L’AQUILA. Sono stazionarie, e, dunque, ancora gravi, le condizioni della studentessa del Liceo Classico “Cotugno” (quinto anno) ricoverata da alcuni giorni all’ospedale San Salvatore per una meningite. Lo ha comunicato in via ufficiale la stessa Asl precisando che la 17enne resta nel reparto di Rianimazione in sedazione farmacologica e in terapia antibiotica.
La preside della scuola, Serenella Ottaviano, ieri mattina ha reso note le contromisure adottate, come da protocollo ministeriale per prevenire un ipotetico contagio di intesa con la stessa Asl e il sindaco Pierluigi Biondi, il quale è la massima autorità sanitaria del territorio.
«Il 21 ottobre», dice la preside, «il Servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica dell’Asl ha richiesto alla nostra istituzione scolastica di fornire urgentemente l’elenco nominativo, comprensivo di contatto telefonico, degli studenti, dei docenti e del personale Ata individuati dal Servizio quali destinatari di un’azione di profilassi antibiotica. L’istituzione ha prontamente provveduto e, nella stessa giornata di lunedì 21 ottobre, la profilassi è stata effettuata».
Sono, decine, quindi, le persone a vario titolo coinvolte nella “quarantena”. «Il servizio», dice ancora l’Asl nella nota del manager Roberto Testa, «si è attivato a effettuare l’indagine epidemiologica per identificare le persone che sono state a contatto stretto con la ragazza. Infatti, scopo di tale indagine è quello di identificare le persone che, avendo avuto contatti stretti, devono essere sottoposte a profilassi antibiotica. La scuola ha collaborato attivamente nella precisa identificazione di studenti e personale scolastico che sono stati sottoposti a profilassi antibiotica».
«Stessa cosa», dice ancora il manager, «è avvenuta per tutte le altre persone che hanno frequentato in modo quotidiano e per un tempo prolungato la ragazza nei 7 giorni precedenti l’esordio della malattia. È opportuno ribadire che per contatto stretto s’intendono i soggetti che frequentano regolarmente ovvero quotidianamente la paziente, i conviventi (coloro che condividono con la paziente la stessa abitazione), i compagni di classe che condividono la stessa stanza, gli operatori sanitari esposti, la persona seduta accanto per almeno 8 ore. Tutte le altre situazioni», conclude, «come per esempio soggetti che non hanno avuto contatto diretto con la paziente, studenti e professori della stessa scuola con i quali vi siano momenti quotidiani di contatto (laboratori, palestra), i viaggiatori dello stesso bus, sono identificati come contatti occasionali e non necessitano di profilassi».
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