«Meno iscritti, più studenti Per l’ateneo è l’anno zero»

11 Luglio 2016

La rettrice Inverardi commenta il crollo delle immatricolazioni nel 2016 «Da noi solo chi è veramente intenzionato a completare il corso di studi»

L’AQUILA. Qual è il futuro dell’ateneo aquilano? È stato giusto o sbagliato uscire dalla misura emergenziale post-sisma, che per sei anni ha congelato il pagamento delle tasse universitarie? Il dibattito sui numeri degli immatricolati dell’università dell’Aquila, sceso in maniera evidente nell’ultimo anno accademico, tanto da far gridare al tracollo gli studenti dell’Udu, scalda anche il palco del Festival della partecipazione nella sua giornata conclusiva. «Questo è l’anno zero dell’università, a partire dal quale potremo pensare di confrontarci con altri atenei», ha detto la rettrice Paola Inverardi, convinta che «l’accordo di programma firmato all’indomani del sisma, dopo sei anni non poteva essere riproposto tale e quale». Di qui il ritorno, proprio quest’anno, al pagamento delle due rate e il conseguente crollo delle iscrizioni. A fronte dei quasi duemila studenti immatricolati in meno, l’anno scorso (e quest’anno la tendenza sarebbe la stessa) «abbiamo registrato il 7% in meno degli studenti inattivi, ossia di coloro che al primo anno non fanno esami. Inoltre, più del 50% degli immatricolati ha fatto un numero di esami che lo colloca bene». La rettrice ha precisato poi che «due anni fa fu introdotto il numero programmato in corsi sovradimensionati perché raccoglievano studenti che non trovavano posto altrove, ora, dovendo fare un test sono venuti solo quelli davvero intenzionati». Per la rettrice ci sono, insomma, «meno iscritti, ma più studenti». Una visione non condivisa dalla rappresentante degli studenti Martina Cipriani, che ha invitato il sindaco Massimo Cialente e la rettrice ad «ascoltare gli studenti». Il direttore del Gssi, Eugenio Coccia, ha ricordato la dimensione internazionale che L’Aquila sta prendendo anche grazie alla scuola di alta formazione. Oltre ai tanti premi vinti dai ricercatori del Gssi e ai progetti in corso, a ottobre partirà la scuola di alta formazione per gli alti dirigenti della pubblica amministrazione. Ha ricordato, invece, un progetto di prossimo avvio sulla materia oscura che coinvolge anche Princeton e Trento il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli. Per l’assessore Betty Leone «se gli studenti aquilani vanno all’estero non è un problema, bisogna invece attrarre studenti da fuori città». Secondo il prorettore Massimo Fusillo, «ripristinare il tessuto capillare della società è il primo passo per ricostruire la città e il suo ateneo».

Marianna Gianforte

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