Mensa a scuola, altro rinvio del servizio

1 Novembre 2018

Niente comunicazioni dalla giunta: cresce la rabbia dei genitori dei bimbi costretti a continuare la dieta del panino

SULMONA. Niente servizio mensa per lunedì prossimo. Sono gli stessi genitori ad avvisarsi tra loro grazie ai gruppi di whatsapp e al vecchio metodo del “passaparola”, dal momento che dal Comune fino a ieri nessuna comunicazione ufficiale è arrivata. Sul sito internet di palazzo San Francesco non ci sono avvisi o comunicazioni alle famiglie, che non ne hanno ricevuti del resto nemmeno dalle scuole. La deduzione della mancata partenza del servizio mensa per i primi di novembre, o meglio il 5, dopo il ponte di Ognissanti, l’hanno dovuta fare le stesse famiglie. La scoperta è arrivata nei giorni scorsi, quando alcuni genitori si sono recati fiduciosi all’Economato per ritirare i blocchetti coi ticket mensa, qui si sono sentiti rispondere che non c’erano i biglietti. Tanto è bastato per riportare a galla la rabbia e la delusione di questo ultimo mese e per fare due più due, circa la necessaria continuità della “dieta del panino” a scuola.
«La nostra rabbia è legata al fatto che a rimetterci sono i bambini», protesta un gruppo di genitori. «È assurdo lasciare intere famiglie appese, senza sapere quando partirà la mensa, dopo gli annunci a mezzo stampa dell’avvio dal primo novembre. Si sta compiendo un illecito tenendo i bambini 40 ore a settimana a scuola senza un pasto adeguato, perciò o si sospende il tempo pieno o lo si fa fare per un massimo di due giorni a settimana». Una richiesta, quella dei genitori, che trova giustificazione anche nei ferrei regolamenti sul consumo dei pasti disposti dalle varie scuole cittadine che, anziché andare incontro alle esigenze delle famiglie, hanno complicato ulteriormente le cose. Perché tra cibi solo secchi da portare in aula, senza frutta e verdura, e regole rigide contro lo scambio di cibo tra bambini, l’ora del pasto sembra essersi trasformata in un incubo.
Così, forse ascoltando le richieste dei genitori o rendendosi conto delle prescrizioni troppo rigide finora emanate, la scuola elementare Lola Di Stefano ha fatto retromarcia sui pasti portati da casa, consentendo l’ingresso di quelli caldi. All’articolo 3 del nuovo regolamento inviato in questi giorni alle famiglie si legge che «è consentito consumare all’interno delle aule scolastiche anche i pasti forniti dalle famiglie e consegnati al collaboratore scolastico (anche da persone incaricate dalle famiglie stesse) almeno 30 minuti prima dell’inizio della pausa mensa (prevista per le 13 nella scuola primaria “Lola Di Stefano”; per le 13.15 in quella secondaria “Serafini”; per le 12 nella scuola dell’infanzia». La prima scuola a far esplodere le polemiche di pediatri e nutrizionisti sulla dieta forzata del panino, dunque, torna sui suoi passi e ammorbidisce le iniziali disposizioni.
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