Mensa a scuola, debuttano le monoporzioni

Pasti consumati nelle aule e borracce da casa. L’assessore Di Cesare: il servizio partito senza criticità
SULMONA. Tra un piatto di pasta al pomodoro, una fettina con verdure e frutta di stagione è trascorso senza particolari problemi il primo giorno di mensa nelle scuole cittadine. È stato anche il debutto delle porzioni monodose e dei vassoi monouso: tutto nel rispetto delle normative anti Covid. Le pietanze, infatti, sono state porzionate in vassoi muniti di coperchio in materiale monouso biodegradabile per gli istituti comprensivi “Mazzini-Capograssi” e “Serafini-Di Stefano” mentre il confezionamento in monoporzioni in plastica sempre bio è stato scelto per l’istituto comprensivo “Radice-Ovidio”. Ogni alunno ha poi ricevuto il suo kit posate e bicchiere, dove versare l’acqua contenuta nelle borracce portate da casa. Un protocollo rigido, che poco ha a che vedere con la convivialità di un pasto, né con la spensieratezza che dovrebbe contraddistinguere la pausa pranzo. Cambiamenti a cui, però, i bambini e gli adulti dovranno abituarsi in questo anno scolastico caratterizzato dalla preoccupante presenza del coronavirus.
Non solo. Gli alunni i hanno dovuto rinunciare nella maggioranza dei casi anche alla frequentazione degli spazi adibiti a mensa per restare in aula e mangiare separati sui loro banchi singoli. Il nuovo servizio mensa non sarà di facile gestione nemmeno per il Comune che è stato costretto a sobbarcarsi un aggravio di costi, pari a 0,52 centesimi a pasto.
«Per essere il primo giorno è andata abbastanza bene», interviene l’assessore all’Istruzione Luigi Di Cesare, «certo si può fare di meglio, ma possiamo dire che non ci sono stati particolari problemi, né criticità. Ciò che dovremo migliorare ora è l’organizzazione in ogni singolo istituto scolastico, dove il servizio va calibrato alle diverse esigenze». (f.p.)
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