«Mensa di Economia, promessa mancata»

31 Gennaio 2019

Polo centrale di Acquasanta, studenti sul piede di guerra. La rettrice rassicura: «L’apertura è prevista a marzo»

L’AQUILA. Infiltrazioni d’acqua, muffa sulle pareti, arredi inutilizzati, sale completamente vuote. È la situazione in cui versa l’edificio destinato alla mensa del polo centro: di fronte alla facoltà di Economia nella zona di Acquasanta. Il servizio, di fatto, non è mai stato attivato e i lavori sulla struttura devono ancora essere ultimati. A denunciare la situazione sono gli studenti di Economia e di Scienze Umane (polo ex San Salvatore). Buone notizie, intanto, arrivano dalla rettrice, Paola Inverardi: «Contiamo di aprire la mensa per il secondo semestre, a marzo. I lavori esterni affidati al Provveditorato alle opere pubbliche sono terminati, ora ci occuperemo degli interni».
LA VOCE DEGLI STUDENTI. A ricostruire la vicenda è il presidente del consiglio studentesco, Massimo Aloisi. «I corsi sono tornati in centro dal 2012 con la promessa che gli universitari avrebbero presto avuto i servizi necessari, a cominciare dalla mensa. Per far fronte alle difficoltà iniziali, agli studenti beneficiari di borsa di studio fino al 2015 è stata monetizzata la quota vitto. L’anno successivo l’Università è entrata in possesso di due palazzine del polo di Acquasanta, una delle quali avrebbe dovuto ospitare la mensa dopo lavori congiunti tra l’Adsu (Azienda per il diritto agli studi universitari) e lo stesso Ateneo», spiega. «Per un periodo è stata istituita la navetta che accompagnava gli studenti del centro alla residenza Campomizzi, dove c’è la mensa. Nel luglio 2017 l’Adsu ha terminato la sua parte di lavori, ma manca ancora oggi la parte di competenza dell'Università». Intanto, è stato sospeso anche il servizio navetta e di fatto i beneficiari di borsa di studio hanno completamente perso il loro diritto al vitto. «Nell’estate 2018 l’Università ha stanziato i fondi per i lavori, di cui purtroppo abbiamo perso le tracce», conclude Aloisi. «C’è stato, in questi anni, un continuo rimpallo di responsabilità. Ho già denunciato la situazione a novembre 2018, all’inaugurazione dell’anno accademico e abbiamo raccolto 500 firme. Anche quell’ultimo appello è caduto nel vuoto». Il problema mensa coinvolge anche gli studenti di Scienze umane. «Per i vincitori di borsa di studio la beffa è duplice: non c’è né la mensa, né la navetta per raggiungere Campomizzi. Secondo la normativa la quota vitto dovrebbe essere monetizzata, ma questo non avviene», secondo Sabina Rubino e Michela Granati di Scienze della formazione primaria. «È evidente che nell’edificio di Acquasanta c’è bisogno di lavori, date le cospicue infiltrazioni d’acqua che si vedono all’interno e lo stato di abbandono», spiega Eleonora Neri, di Economia. «Per noi studenti di Economia questa situazione si aggiunge a una generale carenza di servizi, a cominciare dagli spazi per lo studio, che teoricamente i lavori nella palazzina della mensa avrebbero dovuto risolvere».
LA RETTRICE REPLICA. Rassicura sulle tempistiche la rettrice Inverardi: «Il Provveditorato alle opere pubbliche ha terminato la sua parte di lavori, l’Adsu ha già adeguato la cucina alle disposizioni di legge, adesso inizieremo noi la sistemazione interna: la tinteggiatura, la sostituzione dei pannelli di cartongesso ammalorati e il completamento degli arredi. I lavori per la realizzazione di una pensilina da parte del Provveditorato hanno ritardato le altre opere: la pratica è rimasta ferma per un anno al Genio civile. Contestualmente si è scoperto anche che c’erano altri problemi di infiltrazioni sul tetto, ora risolti. A questo punto mancano solo i lavori di sistemazione interna e, se non ci saranno sorprese, per il secondo semestre, a marzo, potremo aprire la struttura». Anche riguardo all’eliminazione della navetta di collegamento per la mensa di Campomizzi, la rettrice spiega: «Veniva utilizzata da pochissimi studenti, nonostante fosse finanziata in parte da Università e in parte da Adsu».
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