Mensa e trasporti, ecco dove bisogna crescere

Anna De Santis è di Ortucchio, ha 22 anni e frequenta il quarto anno di Scienze della formazione primaria. Ha scelto l’Ateneo dell’Aquila subito dopo la scuola superiore, in un momento di grande...
Anna De Santis è di Ortucchio, ha 22 anni e frequenta il quarto anno di Scienze della formazione primaria. Ha scelto l’Ateneo dell’Aquila subito dopo la scuola superiore, in un momento di grande difficoltà per la città. Ma non se ne pente affatto. «Mi trovo davvero molto bene qui, il mio corso di laurea è ben organizzato, i professori sono molto disponibili, numerosi i servizi, come la biblioteca, il cui personale è eccellente», racconta. «La sede nell’ex San Salvatore è confortevole, oltre che nuova e bella da vedere». Solo una cosa davvero non accetta: «Manca il servizio mensa in centro. Gli studenti, soprattutto quelli fuorisede, sono costretti a portare un panino per pranzo oppure ad andare in bar e ristoranti». Una situazione inaccettabile soprattutto per chi usufruisce della borsa di studio, con la mensa gratuita. «Un diritto cui dobbiamo rinunciare», spiega Anna. «Tra una lezione e l’altra spesso c’è un lasso di tempo di appena un’ora: non si fa in tempo ad arrivare a Coppito o alla Campomizzi (dove sono le mense) e tornare». Lei abita proprio nella ex caserma, oggi residenza universitaria: «C’è bisogno di spirito di adattamento, certo, ma questa è una grandissima opportunità per noi studenti fuorisede, soprattutto per i borsisti. Personalmente non pago né la camera, né la mensa: di conseguenza non sono costretta a gravare sui miei genitori. Anche chi non risulta idoneo alla borsa di studio, tuttavia, può fruire di prezzi particolarmente bassi della Campomizzi: l’affitto di una camera è intorno a 140 euro. E anche chi preferisce vivere in centro non paga una stanza più di 250 euro. Si tratta di prezzi vantaggiosi, se confrontati con quelli di altre città».
Ma un’altra falla nel sistema c’è, secondo la studentessa, ed è quella dei trasporti: «L’Ama spesso è in ritardo, le corse sono poche, soprattutto da alcune zone, non c’è un servizio notturno e i disagi sono parecchi». Nonostante tutto, non ha dubbi: «Se potessi tornare indietro? Sceglierei ancora l’Ateneo dell’Aquila». (m.c.)
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Ma un’altra falla nel sistema c’è, secondo la studentessa, ed è quella dei trasporti: «L’Ama spesso è in ritardo, le corse sono poche, soprattutto da alcune zone, non c’è un servizio notturno e i disagi sono parecchi». Nonostante tutto, non ha dubbi: «Se potessi tornare indietro? Sceglierei ancora l’Ateneo dell’Aquila». (m.c.)
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