Mensa, i genitori vogliono prodotti freschi

Dalla loro parte e contro il resto dell’amministrazione si schiera Tirimacco: è un servizio fondamentale per i nostri figli
SULMONA. Sono sul piede di guerra, chiedendo un Comitato comunale che controlli il rispetto da parte della ditta aggiudicatrice degli obblighi imposti dal capitolato d’appalto. Ma soprattutto «pasti di qualità, preparati con prodotti freschi e a chilometro zero». Per questo motivo hanno chiesto al sindaco di avviare «le necessarie verifiche per controllare se la ditta che sta attualmente svolgendo il servizio, abbia rispettato le regole, nella preparazione dei pasti». Fino ad arrivare al «controllo delle fatture dei fornitori, per accertare in maniera inequivocabile la provenienza dei prodotti». Alla vigilia del rinnovo della gara d’appalto per il servizio di refezione scolastica, già scaduto e attualmente in regime di prorogatio, genitori e insegnanti dell’Istituto comprensivo Radice-Ovidio chiedono al sindaco Annamaria Casini «più attenzione su un servizio fondamentale per l’educazione alimentare e la salute dei propri figli». Più attenzione, che è contenuta nella richiesta fatta recapitare al funzionario comunale responsabile del procedimento, Alessandro Ginnetti, in cui i genitori elencano le loro proposte: «Alimenti a filiera corta; alimenti Dop, Igp, Stg (Specialità tradizionali garantite) e altre connotazioni locali; prodotti alimentari a ridotto impatto ambientale, prodotti al mercato equo e solidale per gli alimenti non reperibili nel mercato locale a garanzia della provenienza delle materie prime».
In particolare i genitori chiedono, così come prevedono le linee di indirizzo per la ristorazione scolastica della Regione Abruzzo, «l’utilizzo di alimenti a filiera corta, ovvero l’impiego di prodotti che abbiano viaggiato poco e abbiano subìto pochi passaggi commerciali, prima di arrivare alla cucina o alla tavola. L’impiego dei prodotti ortofrutticoli freschi secondo stagionalità».
Dalla parte dei genitori si è schierato l’assessore Mauro Tirimacco, che ha chiesto al sindaco una revisione del capitolato d’appalto, visto che non è stato concertato in giunta. «Il bando è stato fatto senza una concertazione collettiva e un approfondimento da parte dell’esecutivo», sostiene Tirimacco, «dico subito che non devo tutelare alcun interesse, se non quello di alunni e genitori, ma non comprendo e non condivido il fatto che i prodotti locali siano stati messi in un cantuccio e non invece valorizzati come dovrebbero, garanzia questa di sanità del cibo e quindi garanzia certa per alunni e genitori». Il bando è pubblicato, ma per Tirimacco si può ancora intervenire sul capitolato: «Stiamo parlando di un servizio fondamentale per la salute dei nostri figli».
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