Mensa scolastica, esenzioni e costi ridotti

26 Settembre 2020

E i bambini fanno i conti con percorsi differenziati, mascherine e misurazione della temperatura 

SULMONA. Ingressi in orari diversi, percorsi differenziati, mascherine, pasti consumati sui banchi e divieto di prestarsi penne, matite o libri. Sembra un’esercitazione militare più che la scuola. Gli alunni che hanno cominciato in questi giorni l’anno scolastico, infatti, devono rispettare una serie di regole e prescrizioni che minano spontaneità e spensieratezza e che soprattutto li fanno assomigliare a tanti piccoli soldati. I disagi maggiori ce li hanno i più piccolini: solo per fare qualche esempio al nido o all’asilo i bambini devono stare distanziati, non possono essere coccolati dalle maestre se piangono e soprattutto non possono scambiarsi i giochi. Più che delle prescrizioni sembrano delle costrizioni quasi impossibili da attuare con bambini piccoli, ma anche con i più grandi. Anche alle scuole superiori, infatti, le regole stringenti finiranno per modificare abitudini e comportamenti. In quanto ai genitori, ogni giorno devono misurare la temperatura ai loro figli prima di portarli a scuola.
«Le maestre ci hanno raccomandato di non portare i bambini anche se hanno un semplice raffreddore», racconta sconsolata una mamma di Sulmona, «ciò significa che tra qualche tempo coi primi freddi dovremmo tenere tutti i nostri figli a casa, dal momento che raffreddore e tosse sono all’ordine del giorno per non parlare della febbre o dell’influenza di stagione». Un grande sforzo, dunque, viene richiesto alle famiglie e anche agli insegnanti e al personale scolastico. Soprattutto quando tra qualche settimana riprenderà il servizio mensa, coi pasti consumati per lo più sui banchi, si spera quelli singoli che, però, al momento non sono ancora arrivati.
Intanto, sono state confermate le esenzioni sui buoni mensa il cui costo completo è di 4,68 euro, con le domande che scadevano l’altro ieri. Fino a un reddito di 5.956 euro non si pagherà nulla, fino ai 7mila euro si pagherà il 10 per cento (anziché il 15 dello scorso anno), dai 7mila agli 8mila euro il 15% (anziché il 20), dagli 8mila ai 10mila il 25% (anziché il 30), dai 10mila ai 12mila la tariffa sarà del 40% (anziché del 50), dai 12mila ai 14mila del 50%, dai 14mila ai 17mila del 60% (anziché del 70), dai 17mila ai 21mila il 65%, dai 21mila ai 26mila del 70%. Per i redditi Isee superiori ai 26mila euro viene inserita una nuova fascia di esenzione: fino a 30mila euro si pagherà l’80% (a fronte del 100%). Tariffa piena, invece, per quelli con reddito Isee superiore ai 30mila euro o non residenti o che non hanno presentato la documentazione richiesta.
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