Mensa scolastica, servizio in alto mare

Genitori e lavoratori ottengono dal sindaco Casini solo la “promessa” dell’avvio della cucina all’inizio del prossimo mese
SULMONA. I visi a fine manifestazione non sono distesi né fiduciosi. Al termine del sit-in di lavoratori e genitori, che sollecitano l’attivazione del servizio mensa nelle scuole, non sono arrivate le attese rassicurazioni. O meglio quella partenza annunciata dal sindaco Annamaria Casini e dall’assessore all’Edilizia scolastica Anna Rita Di Loreto per fine mese, o al massimo per i primi di dicembre, non convince i manifestanti.
Erano una sessantina ieri – tra genitori e lavoratori in attesa di tornare a preparare pasti caldi per i bimbi – le persone che hanno prima sostato nel cortile esterno di Palazzo San Francesco e che poi sono salite, con una delegazione più ristretta, nell’ufficio del sindaco. «Noi stiamo facendo il possibile per far ripartire il servizio», ha esordito Casini, «certo va anche detto che nei lavori pubblici gli inconvenienti sono all’ordine del giorno, come ci è accaduto su diversi cantieri scolastici. Però, per noi, la sicurezza e la salute dei nostri bambini restano prioritarie». Non hanno rasserenato gli animi neanche le rassicurazioni del dirigente Amedeo D’Eramo sulla fine dei lavori nelle scuole che dovranno ospitare le mense, una decina in tutto e terminati in sette di loro.
«Noi aspettiamo da più di un mese di lavorare», hanno fatto presente Anna Talarico e Annamaria Federico, riassorbite dalla coop Vivenda che si è aggiudicata il servizio fino a fine anno. «Per evitare in futuro proprio questi disagi stiamo predisponendo, dal prossimo anno, la gara europea che varrà per un quinquennio», ha ricordato l’assessore Di Loreto.
«E, intanto, noi cosa facciamo?», hanno domandato in coro i genitori Giampiero Damioli, Giorgia Puglielli, Antonia Cormì e Melissa Faiza, che ha aggiunto: «Io con due bimbe per la chiusura delle mense ho dovuto lasciare il lavoro».
Proprio per questo i sindacalisti Luigi Antonetti (Filcams-Cgil), Salvatore Callipo (Uiltucs-Uil) e Leonardo Piccinno (Fisascat-Cisl) hanno incalzato l’amministrazione comunale sui tempi, chiedendo e ottenendo un prossimo incontro il 20 novembre per rifare il punto della situazione. Se entro quella data non arriveranno tempi certi sulla ripartenza del servizio si passerà alla protesta, perché gli animi sono esasperati, coi genitori e i lavoratori che alla fine dell’incontro si sono accusati a vicenda. Per questo vanno risolti i problemi dei dipendenti con gli ammortizzatori sociali che scadranno a fine mese e quelli delle famiglie alle prese con diete forzate dei panini da una parte e pranzi caldi che verrebbero venduti all’esterno di alcune scuole da non meglio specificate ditte o bar, per 3 euro e 50 centesimi, come denunciato ieri dai genitori. «Noi verificheremo quello che ci state dicendo, ma per questo vi invitiamo a rivolgervi agli organi competenti», hanno tagliato corto il sindaco e l’assessore Di Loreto.
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