Mensa universitaria chiusa Convenzionati due ristoranti

28 Gennaio 2015

Primo provvedimento della nuova dirigente Giulia Marchetti che piomba nei locali dove è in corso la protesta studentesca: per 15 giorni si pranzerà al costo di  2,30 euro

L'AQUILA. Blitz "amichevole" della neo dirigente dell'Azienda per il diritto allo studio universitario, Giulia Marchetti, nei locali della mensa della residenza universitaria ospitata nell'ex caserma Campomizzi, dove gli studenti dell'ateneo da ieri mattina stanno inscenando un sit-in di protesta con computer e libri sui tavoli dove si dovrebbe normalmente pranzare. La Marchetti ha preso il posto di Luca Valente, trasferito negli uffici della Regione, da lunedì scorso e ha "ereditato" una situazione complessa che vede migliaia di studenti rimasti senza possibilità di usufruire nei pasti universitari per inghippi tecnici e burocratici. Difficile soprattutto la situazione dei ragazzi ospitati nella residenza della Campomizzi, che essendo una ex caserma, per norme di sicurezza molto stringenti vieta l'accensione di qualsiasi strumento per cucinare, anche di una moka elettrica. Il problema risale al fatto che la ditta napoletana Slem srl, che ha gestito il servizio dal 2011 al 2014, a dicembre ha cessato il contratto, e nei mesi scorsi si sarebbe dovuto espletare il nuovo bando europeo per individuare un nuovo gestore del servizio mensa per i prossimi anni, ma non è stato possibile per mancanza di fondi e problemi legati al bilancio dell'Adsu. Così, gli studenti che già a ottobre avevano messo in guardia l'azienda sull'evidente impasse, hanno inscenato un sit-in all'interno di una delle mense. All'arrivo tra gli studenti, la nuova dirigente è stata chiara: pasti a pranzo e a cena per 15 giorni in due differenti ristoranti della città, la Boiserie di Coppito e La rosa blu di via Leonardo da Vinci, vicino alla Campomizzi, al costo di 2,30 euro.

"Auspico un rapporto di confronto di collaborazione da parte di entrambe le parti", ha ribadito la dirigente, "trovandomi in questa situazione io altro non potevo fare, ed essendo arrivata lunedì scorso, mi sarei aspettata da voi almeno che avreste atteso fino a venerdì prima di protestare". Intanto la Marchetti ha fatto partire le lettere d'invito a 5 ditte specializzate per avviare la procedura del cottimo fiduciario per l'individuazione di un'impresa che garantirà il servizio mensa fino all'espletamento della gara europea per la scelta definitiva dell'azienda. Intanto non pochi i disagi degli studenti rimasti per giorni senza mensa, come spiegano le giovani Martina Cittarelli, 23 anni di Terracina (Latina) e Maria Cristina Parravano, 29 anni di Sora. (Marianna Gianforte)