Mense a scrocco a scuola Ecco il conto a 40 morosi

5 Ottobre 2019

Partono le raccomandate dal municipio, per alcune famiglie debito di più anni Sono 200 gli irregolari che hanno generato un buco che supera i 30mila euro

AVEZZANO. Conto in arrivo a casa per i furbetti del servizio mensa: con le sanzioni e gli interessi maturati per le morosità consumate nell’ultimo anno scolastico. Archiviata la fase dell’avviso a mettersi in regola con il debito, evitando così di lasciare i figli senza il pasto, l’Ente è passato alla fase due dell’operazione anti-furbetti: il recupero a norma di legge. Per i 40 morosi più incalliti, molti con oltre 1.000 euro da saldare, sono in viaggio le raccomandate per il recupero forzoso delle somme dovute. La stessa sorte toccherà al resto degli evasori della mensa, un piccolo esercito che conta oltre 200 persone sul migliaio che usufruisce del servizio, con debito superiore ai 150 euro. L’elenco, però, non finisce qui: «Il numero dei morosi della mensa è molto più lungo», sussurra un addetto ai lavori, «anche se non debiti più contenuti».
Il “vizietto” di non pagare, che colpirebbe soprattutto le famiglie meno bisognose, ha generato un buco sostanzioso nelle casse del Comune che ammonterebbe a oltre trentamila euro. Visto l’andazzo, per arginare il fenomeno in crescita e ripianare il buco nei conti, il Comune ha invitato i furbetti della mensa, in attività aperta dal primo ottobre, a saldare il dovuto entro la fine del mese di ottobre per non lasciare i figli senza il pasto, mentre ora, partendo dai debiti più consistenti, ha fatto scattare il recupero forzato compresi gli interessi e le spese.
Alla fine, quindi, il conto da pagare per i morosi sarà molto più alto, mentre per chi continuerà nel non pagare il servizio mensa durante l’anno scolastico, il Comune farà stopperà la fornitura del pasto ai figli. «La presenza di una posizione debitoria di importo pari a 100 euro, anche nel corso dell’anno scolastico», avverte l’avviso affisso nella bacheca del sito online del Comune, «darà luogo, previa preventiva ingiunzione e fissazione del termine di adempimento, alla sospensione del servizio mensa scolastica».
Le tariffe in vigore fino al 31 di dicembre, modulate in base ai redditi delle famiglie, prevedono l’esenzione totale per chi ha un reddito Isee inferiore ai 6mila euro annui. Prezzo agevolato, 2,14 euro a pasto, per le famiglie con un reddito superiore ai 6 mila, con limite massimo di 12.544, che sale a 2,73 euro a pasto per chi dichiara un reddito oltre i 12.544 fino a 15mila. Prezzo scontato anche per il 2° figlio (2,73 euro a pasto) e il 3° (1,10 euro), se non esonerati dal pagamento. Tariffa piena, 3,48 euro, per le famiglie con Isee superiore a 21mila euro, i non residenti e chi non presenta il reddito Isee.
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