Mense a scuola, appalto revocato: ora il Comune cerca un’altra ditta

12 Ottobre 2024

SULMONA. La Rica resta a bocca asciutta, ma per gli studenti sulmonesi è ancora presto per sedersi a tavola. Gli uffici comunali di Palazzo San Francesco, nella mattinata di ieri, hanno deciso di...

SULMONA. La Rica resta a bocca asciutta, ma per gli studenti sulmonesi è ancora presto per sedersi a tavola. Gli uffici comunali di Palazzo San Francesco, nella mattinata di ieri, hanno deciso di escludere la ditta che la scorsa estate si era aggiudicata l’appalto da tre milioni di euro per la refezione scolastica, ponendo fine a settimane di incertezze. L’esclusione della Rica è dovuta a difficoltà legate all’individuazione di un centro di cottura idoneo. Inizialmente la società aveva proposto un centro a Bugnara, per poi suggerire la clinica San Raffaele come soluzione alternativa, dove già svolge il servizio di preparazione dei pasti. Sul punto è, però, intervenuta la Regione richiamando la legge sugli accreditamenti sanitari. L’ente infatti ha fatto notare che «la cucina della clinica può solo preparare e somministrare i pasti sul posto e non è autorizzata a confezionare e distribuire all’esterno il cibo. Neanche con interventi e modifiche strutturali». Così il Comune, per evitare ulteriori ritardi, ha deciso di chiudere la trattativa con la Rica che, per il momento, non sarebbe intenzionata a presentare ricorsi. «Abbiamo investito e ci dispiace di questo esito. D’altronde il parere della Regione non era penalizzante, dal momento che è stato solo ricordato che è vietato preparare all’interno della struttura sanitaria pasti per utenti esterni», commentano dalla Rica. La giunta comunale, dopo aver preso atto della decisione degli uffici, ha approvato nel pomeriggio di ieri la delibera «che dà indirizzo ai settori preposti di individuare un nuovo operatore economico». I tempi per gustare un piatto caldo, però, non sono maturi. Una data potrebbe essere annunciata tra lunedì e martedì, qualora gli uffici comunali dovessero individuare il gestore temporaneo.
«Come amministratori possiamo solo prendere atto della declaratoria per la decadenza della ditta aggiudicatrice», sottolinea il sindaco, Gianfranco Di Piero, secondo il quale «gli uffici ora dovranno individuare le modalità per incaricare un nuova impresa». È probabile che si scorra la graduatoria del bando. Fatto sta che, al momento, i 900 alunni non sanno ancora quando partirà il servizio. Per questo il clima resta teso con le famiglie che avevano annunciato iniziative di proteste. Gli alunni finora si sono dovuti adeguare ai regolamenti varati dagli istituti scolastici che consentono di portare il panino o il pasto da casa, seguendo una serie di regole: posate identificate con il nome, porzioni monodose, tovaglietta da mettere sul banco, bicchiere, tovagliolo e un sacchetto a parte per contenere il tutto, con il cibo che deve entrare in classe la mattina insieme agli studenti. (a.d.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .