Mense a scuola, vietati cibi dall’esterno

Recepita una sentenza della Cassazione: obbligatoria la frequenza o si torna a casa. Falsa partenza dei buoni pasto digitali
SULMONA. Erano andati al primo incontro in Comune per conoscere le modalità di utilizzo dei buoni pasto digitali, per poi apprendere che il portale dell’azienda di refezione scolastica non funziona. Si tornerà, dunque, ai metodi di pagamento tradizionali fino a quando la piattaforma elettronica entrerà in funzione. Nel frattempo, però, le scuole si sono portate avanti e con una circolare offrono due opzioni: utilizzare la mensa per tutto l’anno scolastico oppure rinunciare in via definitiva.
LA FREQUENZA. L’anno scorso c’era la dieta obbligata del panino e quest’anno il divieto di disertare la tavola. Non conosce mezze misure il servizio mensa nelle scuole sulmonesi che partirà da oggi. Con una circolare emessa in questi giorni, infatti, i dirigenti degli istituti scolastici cittadini e del circondario hanno stabilito che quest’anno non sarà possibile, come accaduto in passato, rinunciare a momenti al servizio mensa nelle scuole, senza validi e giustificati motivi. Ancora una volta la ratio che sottintende la decisione è l’importanza della socializzazione rappresentata dal servizio mensa, approfondita in 24 pagine da un sentenza della Cassazione di luglio. Il dispositivo, in sostanza, equipara la mensa alla frequentazione scolastica, adeguandone così anche le modalità di frequenza.
LA DIRIGENTE PRECISA. «Il nostro consiglio d’istituto si è limitato dunque a recepire all’unanimità la sentenza», interviene la dirigente della Lombardo-Radice-Ovidio, Gabriella Di Mascio, «ma in caso di particolari esigenze siamo a disposizione per trovare soluzioni con le famiglie, come già fatto con tre di loro. La scuola è incontro e per questo, nei limiti delle regole, faremo il possibile per accontentare tutti, come peraltro già stiamo facendo». In più, nella sentenza la Cassazione non si riconosce il diritto alle famiglie di portare il cibo da casa, anche per il rischio contaminazione legato a intolleranze o peggio allergie. Nel senso che il rischio è costituito da assaggi o condivisioni di cibo tra bambini con problemi allergici. Anche questa regola sarà in vigore nelle scuole sulmonesi. O si mangia a mensa, dunque, o si torna a casa.
MENU APPOSITI. Per questo motivo, venerdì c’è stato in aula consiliare il primo degli incontri con le famiglie, in cui i responsabili delle aziende del servizio mensa hanno spiegato loro la possibilità di scegliere tra due menu, con uno quasi sempre con pasta in bianco e secondi piatti meno elaborati per andare incontro alle esigenze di tutti i bambini.
TARIFFE ED ESENZIONI. Intanto, per i buoni mensa le famiglie potranno consumare quelli cartacei non finiti l’anno scorso e in attesa dell’attivazione di quelli digitali potranno pagare utilizzando il conto corrente postale 12122677 o bancario con Iban IT94Z0538740802000000536525, oppure recandosi negli uffici del Comune di Sulmona, fino a venerdì prossimo, dalle 9 alle 14 e dalle 15 e alle 18, utilizzando anche bancomat o carte di credito, oltre ai contanti. Le tariffe dei buoni pasto sono state stabilite in base alle fasce di reddito. Sono esenti tutti quei nuclei familiari con Isee fino a 5.956 euro, mentre per le altre ci sono specifici importi da pagare che variano in base al reddito Isee. (f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

