Mense paralizzate dalla crisi politica

Di Masci tuona: «Uffici non controllati dalla giunta, un fallimento». L’assessore: «Servizio entro la fine del mese»
SULMONA. La crisi politica e gli uffici comunali non controllati fanno esplodere ancora una volta in città l’emergenza mense. Nel senso che a settembre si realizza che il servizio non può partire e viene fatto slittare a novembre. Un ritardo che sta causando non pochi problemi alle circa 700 famiglie sulmonesi alle prese con panini e pietanze che non sporcano da mettere negli zaini dei figli, viste le prescrizioni adottate da alcune scuole come l’elementare Lola Di Stefano, dove da tre giorni il Centro non riesce a parlare con la nuova dirigente Domenica Pagano. Nel frattempo, i genitori sono pronti alla protesta se non arriveranno comunicazioni ufficiali. Anzi, alcuni di loro sono già pronti a rivolgersi alla procura, non volendo adeguarsi al suggerimento delle maestre e della segreteria di portare solo cibi secchi (cioè panini) e niente di unto e neppure frutta e verdura. «Io prevedo una rivoluzione dei genitori», interviene il consigliere di minoranza ed ex dirigente scolastico, Bruno Di Masci, «ma ci rendiamo conto che non solo non si offre un servizio alle famiglie, ma si mettono pure le prescrizioni sulle pietanze. Da ex dirigente scolastico posso dire che se ci si ricorda di adeguare i locali mensa a settembre si è fallito. Da maggio in poi cosa hanno fatto gli uffici?». Prova a placare gli animi l’assessore comunale Anna Rita Di Loreto, che annuncia l’avvio della gara europea. Nei giorni scorsi il dirigente del secondo settore, Katia Panella, ha firmato la determina del bando da 520mila euro annui per tre anni e rinnovabile di altri due, con prezzo a base d’asta di 4,70 euro a pasto per circa 100mila coperti l’anno. «Stiamo facendo il possibile per velocizzare l’avvio del servizio», interviene Di Loreto. «Ci stiamo muovendo sul doppio fronte della gara europea e della necessità di adeguare arredi e spazi adibiti alle mense nelle scuole. Questo doppio modo di agire ci consentirà di recuperare tempo e, incrociando le dita, di attivare prima della fine del mese il servizio». Nel frattempo, continuano i disagi per le famiglie alle prese con l’assenza della mensa, come hanno fatto notare Gianna Tollis, pediatra della Cisl sanità e l’avvocato Monica Buzzelli.A loro si aggiunge il consigliere di minoranza Francesco Perrotta (Sulmona viva), che richiama alle loro responsabilità i dipendenti degli uffici di palazzo San Francesco, che hanno approfittato dell’ennesima crisi politica per non fare gli adempimenti necessari per mense e palestre.
«Un sindaco non può e non deve occuparsi degli adempimenti burocratici», dice, «certo, le sue dimissioni, poi rientrate, e la crisi che ne è conseguita possono aver complicato le cose, ma questa per la giunta non può essere comunque una giustificazione».
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