Mense, porzioni confezionate e kit bio

7 Ottobre 2020

Da lunedì il servizio nelle scuole, le misure anti-Covid costano 52 centesimi in più a pasto ma non li pagheranno le famiglie

SULMONA. Vassoi singoli, kit monouso biodegradabili e pranzo in classe. Partirà da lunedì il servizio mensa nelle scuole comunali, che dovrà tener conto quest’anno delle disposizioni anti-Covid e delle regole del distanziamento sociale. Saranno, infatti, previste pietanze porzionate in vassoi muniti di coperchio in materiale monouso biodegradabile per gli istituti comprensivi “Mazzini-Capograssi” e “Serafini-Di Stefano” e il confezionamento in monoporzioni in plastica sempre bio anche per l’istituto comprensivo “Radice-Ovidio”.
In più ogni alunno riceverà il suo kit posate e bicchiere. Tutti accorgimenti che porteranno un aggravio di costi per il Comune pari a 52 centesimi, che saranno interamente coperti da Palazzo San Francesco, senza ricorrere all’aumento di costi per le famiglie. L’avvio del servizio è stato deliberato dalla giunta Casini ieri, che ha approvato anche il disciplinare sul funzionamento del sistema informatizzato delle presenze e dei pagamenti. «In considerazione della dislocazione e articolazione delle sedi scolastiche», si legge nella delibera, «sono state adottate nuove modalità per la somministrazione dei pasti, come da menù stilato, secondo le nuove esigenze organizzative, in considerazione delle misure di sicurezza anti-Covid». Soddisfatto l’assessore all’Istruzione Luigi Di Cesare, che specifica che non graverà sull’utenza l’aumento di costo. «Si parte lunedì così come avevamo ipotizzato», dice Di Cesare, «è stato compiuto uno sforzo importante in sinergia con le scuole e le ditte appaltatrici per poter garantire l’avvio del servizio mensa nei tempi stabiliti e nel rispetto di tutte le normative vigenti. È stata definita un’organizzazione del servizio che sicuramente sarà soddisfacente per tutti considerando i vincoli presenti nei protocolli e del contesto delle scuole. Ringrazio gli uffici comunali e quanti si sono impegnati al fine di raggiungere questo importante obiettivo per gli studenti e le famiglie». Il costo dei buoni pasto è di 4,68 euro l’uno, con le esenzioni che vanno in base al reddito. Fino ad un reddito di 5.956 euro non si pagherà nulla, fino ai 7mila euro si pagherà il 10% (anziché il 15 di prima), dai 7mila agli 8mila euro il 15% (anziché il 20), dagli 8mila ai 10mila il 25% (anziché il 30), dai 10mila ai 12mila la tariffa sarà del 40% (anziché del 50), dai 12mila ai 14mila del 50%, dai 14mila ai 17mila del 60% (anziché del 70), dai 17mila ai 21mila il 65%, dai 21mila ai 26mila del 70%. Per i redditi Isee superiori ai 26mila euro viene inserita una nuova fascia di esenzione: fino a 30mila euro si pagherà l'80% (a fronte del 100%). Tariffa piena, invece, per quelli con reddito Isee superiore ai 30mila euro o non residenti o senza la documentazione.
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