Mense, protesta degli studenti coi vassoi

Le associazioni degli universitari davanti all’Emiciclo: fissato un incontro per affrontare il rischio chiusura delle strutture
L’AQUILA. Un tavolo di confronto attorno al quale finalmente far sedere Regione, Adsu e delegazioni di tutte le associazioni studentesche dell’ateneo aquilano. È quanto promesso (per la giornata di domani) agli studenti universitari dal presidente della seconda commissione consiliare Pierpaolo Pietrucci per risolvere il problema – diventato ormai un’emergenza – delle mense universitarie il cui contratto di gestione affidato alla ditta Slem è in scadenza. Infatti gli universitari potrebbero trovarsi, al ritorno dalle feste natalizie, senza più il servizio mensa. Dopo settimane di proteste e lettere inviate a Regione, Azienda per il diritto agli studi, rettrice, ieri mattina diverse decine di ragazzi hanno protestato rumorosamente e con energia davanti alla sede del consiglio regionale, al ritmo di slogan come «Oh Regione caccia questi soldi», oppure «Senza mense addò se magna?», e ancora «La gente come noi non molla mai», accompagnati da striscioni, bandiere delle sigle studentesche (Unione degli universitari, Azione universitaria e Lista aperta) e vassoi (di quelli usati nelle mense self-service). Dunque gli studenti portano a casa almeno un primo piccolo risultato: la promessa di un confronto tra tutti i soggetti che hanno a che fare con il diritto allo studio sul «problema dei problemi»: il rischo chiusura delle mense. Il contratto di gestione della Slem scadrà, infatti, a dicembre e l’Adsu, a oggi, non ha risorse in cassa né per chiudere il conto consuntivo né per mettere nel bilancio di previsione le somme necessarie per indire un nuovo bando per una nuova gestione. Bando che, tra l’altro, dovrà essere europeo per le dimensioni del servizio da affidare. Ma dati i tempi burocratici (dopo la pubblicazione dell’eventuale bando bisogna aspettare 52 giorni) il rischio è che comunque prima di affidare il servizio a nuove imprese si dovranno aspettare mesi. «L’ipotesi più rosea è marzo», commenta Francesco Santori, rappresentante studentesco al Senato accademico. Durante questo tempo i circa 20mila studenti iscritti all’ateneo resteranno senza pasti. Le mense dell’Adsu sono, all’Aquila, a Pile, Roio, Coppito e nella residenza Campomizzi. «Chiediamo alla Regione lo stanziamento di fondi straordinari», afferma Santori, «per permettere, così, d’indire il nuovo bando. Poi, con una deroga alla Slem, la Regione dovrebbe coprire il servizio mensa fino all’entrata in vigore del nuovo bando». Intanto, l’Udu informa, in una nota, di avere chiesto un incontro al prefetto Francesco Alecci, in quanto «la situazione del diritto allo studio è disastrosa». I problemi che vivono giornalmente gli studenti sono anche altri, come l’inefficienza dei trasporti pubblici, gli affitti degli alloggi troppo cari, una città distrutta dal sisma che poco offre ai giovani. «La partecipazione degli studenti potrebbe aiutare L’Aquila, ma la chiusura delle mense sarebbe un passo indietro».
Marianna Gianforte
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