Mense scolastiche, stop alla gara Un cavillo del 1924 blocca tutto

Nannarone in aula sfida tutti: «Ha partecipato una sola impresa, eccezione non prevista dal bando» La segretaria comunale conferma: l’appalto non si può aggiudicare, le carte tornano negli uffici
SULMONA. Il servizio di refezione scolastica non può essere affidato e la gara va rivista. Il caso che ha animato il dibattito politico di Sulmona nelle ultime settimane ha infuocato di nuovo anche il consiglio comunale. Nella seduta di ieri, infatti, sindaco, assessori e consiglieri si sono ritrovati a discutere nuovamente dell'affidamento della gestione della mensa scolastica. Alla fine la segretaria si è pronunciata sulla non aggiudicabilità dell’appalto.
IL CASO
In primavera gli uffici comunali si sono messi al lavoro per preparare la nuova gara per il servizio di refezione scolastica. Un articolato bando dove non manca un’attenzione ai cibi biologici e alle ricette dei vari pasti. Allo scadere dei termini l’unica azienda che ha presentato l’offerta è stata un’associazione temporanea d’impresa, la Coselp srl. Fino a qui non ci sarebbe nulla di strano, ma la politica poi ci ha messo lo zampino e si sono scatenate una serie di polemiche. L’Ati, infatti, ha sede nello studio commercialista del capogruppo Pd, Mimmo Di Benedetto, e questo ha scatenato una serie di reazioni a catena.
L’ECCEZIONE
Il caso del servizio di refezione scolastica è arrivato ieri in consiglio comunale. Di buon mattino gli amministratori comunali si sono ritrovati a palazzo San Francesco per discutere di questo e altri punti all'ordine del giorno. L’argomento, già abbondantemente trattato nelle scorse settimane, è tornato nuovamente al centro della discussione. A sollevarlo è stata la consigliera Teresa Nannarone che già si era espressa in merito nelle scorse settimane. Questa volta, però, non ha evidenziato l’aspetto politico della questione ma quello tecnico. Secondo la capogruppo di “Sulmona libera e forte”, infatti, il bando da oltre tre milioni di euro, non è aggiudicabile perché manca nel capitolato l’eccezione dell’unico concorrente. In pratica, nel lungo e articolato regolamento della gara non sono state evidenziate le condizioni che si sarebbero venute a creare se a rispondere sarebbe stata un’unica realtà, come poi è avvenuto. «Scelga pure, sindaco, se occuparsi di questa città o di essere ostaggio di dinamiche inaccettabili, perché questo a mio avviso è il vero nodo», ha detto Nannarone rivolgendosi al sindaco Gianfranco Di Piero durante il consiglio comunale, «il bando ha una carenza: c’è una sola offerta. E c’è una regola: qualora si voglia aggiudicare all’unica concorrente questa possibilità deve essere indicata prima nel bando. Ho letto e riletto il bando ma questa eccezione non c’è. Questo è un regio decreto del 1924 mai cambiato perché si deve favorire la concorrenza. E se si voleva favorire la concorrenza nel 1924, come possiamo pensare noi oggi di mettere i paletti? Una gara di questo tenore che riguarda il nutrimento dei bambini non può essere gestita male».
COSA ACCADRÀ?
A dire l'ultima parola sulla questione è stata la segretaria comunale Giovanna Di Cristofaro. Secondo la dirigente, il servizio, stando così le cose, non può essere affidato. Bisognerà quindi fare un passo indietro, riportare il bando negli uffici e verificare nel dettaglio la questione. Solo dopo si potrà decidere il da farsi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

