Mense scuola e divieti: altra fumata nera in prefettura
L’AQUILA. Resta lo stato di agitazione dei 21 operatori della Vivenda, la ditta che gestisce le mense in 41 scuole della città. Ieri si è concluso con un nulla di fatto il tentativo di conciliazione...
L’AQUILA. Resta lo stato di agitazione dei 21 operatori della Vivenda, la ditta che gestisce le mense in 41 scuole della città. Ieri si è concluso con un nulla di fatto il tentativo di conciliazione convocato in prefettura: i sindacati sono usciti ancora una volta a mani vuote. Al tavolo erano presenti anche gli assessori comunali Vito Colonna, Manuela Tursini e Laura Cucchiarella e i dirigenti scolastici: «Purtroppo anche questa volta non è stato raggiunto un risultato per i lavoratori della Vivenda», spiega Daniele Goirani, Rsu della Cgil, «che dallo scorso settembre non possono più accedere con i furgoni nei cortili della scuole per consegnare i pasti agli alunni. Ormai siamo al terzo incontro in prefettura e altrettanti si sono svolti in Comune. Ma continua il rimpallo di competenze tra i soggetti coinvolti. I presidi hanno manifestato un’apertura, ma il Comune deve prima garantire lavori di messa in sicurezza per l’accesso nei plessi scolastici. Stessa situazione di qualche mese fa». Dopo l’8 marzo i lavoratori avranno un nuovo confronto con l’assessore Colonna, che sta provando a mettere d’accordo le parti. Se non si saranno novità positiva, potrebbe alzarsi il tiro della protesta. Gli operatori delle mense sono costretti a portare a mano, all’interno delle scuole, i contenitori di 35 chili con il pasto da distribuire ai bambini: un provvedimento scattato dopo la tragedia dello scorso 18 maggio, quando un’auto sfrenata ha travolto 6 bimbi dell’asilo Primo maggio, provocando la morte del piccolo Tommaso. (r.s.)

