Menu senza glutine per tremila bimbi aquilani

18 Maggio 2022

Prevista per oggi l’iniziativa per la sensibilizzazione anche attraverso materiale informativo

L’AQUILA. Risotto allo zafferano, coscetta di pollo al forno con fagiolini all’olio, banane, dolce, cracker e pane preparato dall’istituto alberghiero del capoluogo abruzzese. Tutto rigorosamente biologico e, soprattutto, senza glutine. Nella Settimana Nazionale della Celiachia anche ai 3.000 bimbi dell’Aquila sarà servito, oggi, un menu gluten-free. Ma non solo: perché oltre ai piatti preparati dalle cuoche della Vivenda, l’azienda del Gruppo La Cascina Cooperativa responsabile del servizio di ristorazione scolastica, sarà distribuito materiale informativo come occasione di avvicinamento e conoscenza verso i compagni celiaci, aumentati del 25% in 5 anni nel solo Comune dell’Aquila. A mangiare senza glutine oggi sono in Italia 225.418 persone, in Abruzzo 5.255 con un rapporto 1 a 2 tra uomini e donne.
«L’evento», informano i promotori, «nato in collaborazione con il Comune e l’Aic Abruzzo, vuole prima di tutto essere un momento di inclusione e dialogo nel luogo principe della socialità, la tavola: mangiare tutti insieme senza glutine dimostrando come la celiachia sia solo una delle tante diversità, che non è un limite bensì una risorsa e una ricchezza. In accordo con l’amministrazione saranno poi caricati sul sito del Comune alcuni giochi a scopo ludico-educativo preparati dall’Associazione Italiana Celiachia: i bimbi, insieme ai genitori, potranno divertirsi con labirinti, disegni e cruciverba apprendendo sempre di più sul mondo della celiachia».
«Vogliamo lanciare un messaggio forte, importante, ai nostri piccoli commensali e alle loro famiglie», spiega Viky Bottone, direttore della filiale Abruzzo per la Vivenda spa. «La celiachia è più diffusa di quanto si possa credere, non deve però essere vissuta come elemento ostracizzante ma, semmai, come arricchimento per tutti. Non è una moda, ma la normalità che ci fa capire anche come ci sia tanta disinformazione intorno al tema che dobbiamo eliminare lavorando soprattutto sulle nuove generazioni. Purtroppo molti sono spinti a vivere questa malattia in modo poco sereno, alcuni addirittura si vergognano. Vogliamo cambiare rotta, educando e informando».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.