Mercatini alimentari, pressing sui sindaci

La Cna chiede ai Comuni di percorrere la stessa strada intrapresa da Avezzano coinvolgendo anche gli agricoltori
AVEZZANO. Una strada da seguire: Cna in pressing sui sindaci marsicani affinché aprano la porta agli ambulanti del mercato alimentare seguendo l’esempio di Avezzano. «I Comuni», afferma Gianfelice Angelone, responsabile settore ambulanti della Cna, «si attivino per far ripartire i mercati settimanali sulla falsariga del modello di Avezzano, dove il Comune ha coraggiosamente sposato la proposta messa sul tavolo dai commercianti del settore alimentare. Sappiamo bene che, nella fase iniziale, il mercato non potrà esser aperto a tutti gli operatori, ma bisognerà percorrere questa strada». In attesa che il governo Conte allenti le maglie della “restrizioni” legate all’evoluzione del Covid 19, quindi, la Cna confida nei sindaci affinché seguano la strada imboccata dal commissario prefettizio, Mauro Passerotti, ad Avezzano.
«I Comuni», sottolinea Angelone, «potrebbero individuare all’interno delle aree mercatali, o in un luogo scelto per questo periodo, uno spazio circoscritto per gli ambulanti del settore alimentare titolari di posteggi nei mercati settimanali dando ai cittadini l’opportunità di rifornirsi un giorno a settimana in aree aperte: riducendo quindi gli assembramenti nei luoghi chiusi». Angelone spezza una lancia anche a favore degli operatori agricoli. «Le amministrazioni», dice, «potrebbero aprire la porta del mercato, sempre in numero limitato, ai produttori agricoli locali. Sarebbe un gesto importante per le aziende che vivono della stagionalità dei prodotti della terra che neanche questi drammatici eventi possono modificare: il mercatino, quindi, oltre a dare una boccata di ossigeno agli ambulanti, potrebbe offrire alla categoria una piccola, ma importante possibilità di vendita. E in questa fase di emergenza chiediamo che gli operatori siano esentati dal pagamento dell’occupazione di suolo pubblico». Sul fronte organizzativo, invece, la Cna punta sull’autogestione, sottolineando che chi sbaglia paga pegno.
«I commercianti», chiosa Angelone, «dovrebbero rispettare e far rispettare le norme di sicurezza, nonché gli orari di apertura e chiusura dei mercati e pulire le aree. Poche, semplici, regole, il cui mancato rispetto potrebbe far scattare la chiusura dei mercati alimentari ma, probabilmente, questo dannato virus ci ha reso tutti un po’ più responsabili. Sappiamo che in alcuni Comuni stanno meditando su questa opzione: quest’appello vuole essere un invito a velocizzare l’iter per dare un piccolo segnale di ripartenza; certo, in questa primissima fase sarà per pochi, ma è pur sempre un modo per tornare gradualmente tutti a una vita normale».
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