Mercato in centro e a piazza d’Armi per battere la crisi

Nei piani della Fiva-Confcommercio due poli attrattivi I banchi ammessi in piazza Duomo saranno selezionati
L’AQUILA. Mascherine, gel e distanziamento. Le rigide disposizioni anti- Covid non hanno impedito agli aquilani di godere appieno del mercato domenicale in piazza Duomo. Un successo di pubblico, con tanta gente soprattutto in mattinata: un afflusso costante, fluido e ordinato, nel pieno rispetto delle disposizioni. Venticinque i banchi presenti – un numero inferiore rispetto alla domenica precedente – con prodotti tipici locali, artigianato, fiori, alimentari e abbigliamento.
Alberto Capretti, presidente della Fiva-Confcommercio provinciale e organizzatore dell’evento, ha espresso «grande soddisfazione per la piena riuscita del secondo appuntamento in calendario con il mercato festivo in piazza. Gli aquilani», dice, «apprezzano molto questa formula domenicale pensata per rivitalizzare il centro storico, ma in modo ordinato, selezionato, alla ricerca di merce tipica che possa attrarre l’attenzione dei visitatori. Ci sono stati anche controlli su un caso di abusivismo, prontamente segnalato ai vigli urbani per i dovuti accertamenti». Il mercato tornerà anche domenica prossima e con gli appuntamenti in calendario fino a dicembre: l’8 novembre, il 6 e l’8 dicembre, festa dell’Immacolata. «Nonostante il periodo di crisi dovuto all'emergenza coronavirus, che pesa non poco sul commercio», afferma Capretti, «il mercato nella piazza centrale dell’Aquila continua a rappresentare un elemento di grande attrattività, per la location e la tradizione secolare che lo accompagna. Anche per questo stiamo lavorando con il vicesindaco Raffaele Daniele per riportare il mercato definitivamente in piazza Duomo, ma con un arredo urbano differente rispetto al passato e adeguato alla rinascita della città». L’aspetto non sarà quello del vecchio mercato pre-sisma, «che resterà stabilmente a piazza d’Armi», fa sapere Capretti. «I banchi di piazza Duomo saranno estremamente selezionati, con una grande cura per l’estetica. Saranno gazebo bianchi, piccoli, tutti uguali, della misura massima di tre metri per tre o di sei metri per tre, che non impattino negativamente con l’ambiente circostante, i palazzi storici e i monumenti restituiti all’antico splendore dopo il sisma. Tutto dovrà essere contestualizzato».
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