Mercato, torna la tensione E rispunta l’ipotesi centro

AVEZZANO. Archiviato il gruppo di lavoro, definito «una farsa», le tre associazioni di categoria, Fiva Confcommercio, Cidec e Confesercenti, bussano alla porta del sindaco, Gabriele De Angelis,...
AVEZZANO. Archiviato il gruppo di lavoro, definito «una farsa», le tre associazioni di categoria, Fiva Confcommercio, Cidec e Confesercenti, bussano alla porta del sindaco, Gabriele De Angelis, «affinché si proceda con l’esame del loro progetto per il ritorno del mercato in centro città. Visto che la fase sperimentale di quattro settimane nella zona della Campana della Pace non ha funzionato», affermano Giovanni Cioni, Roberta Masci e Carlo Rossi, «ora è opportuno che si prendano in considerazione le altre ipotesi in campo». Per provare a riaprire quella partita, quindi, oggi le associazioni di categoria presenteranno una richiesta d’incontro urgente col primo cittadino, corredata delle tante criticità emerse nel periodo di prova nella zona della Campana della Pace e le dimissioni dal gruppo di lavoro di Cioni e Masci. «Il nostro progetto per riportare il mercato in centro», spiegano, «è frutto di un attento lavoro sia per quanto riguarda l'allocazione degli stalli che per la sicurezza. Se era vero il discorso della sperimentazione aperta anche ad altre soluzioni, il sindaco ci darà l'opportunità di illustrare il lavoro e le aree individuate per ospitare il mercato». Il progetto redatto dall’ingegnere Sergio Di Cintio, con tanto di piano di sicurezza, prevede la collocazione delle 143 bancarelle lungo via Mazzini (lato destro da piazza della Repubblica a via Monte Velino); via Anna Maria Torlonia (dall’inizio fino a via Corradini); piazza della Repubblica; un tratto di via Corradini, con i produttori in via Iatosti. Oggi, quindi, le associazioni di categoria busseranno a palazzo di città, nella speranza di riaprire la questione mercato direttamente col sindaco, ma l’impressione è che la partita sia chiusa più o meno così, eccezion fatta per qualche piccola modifica. Qualcosa cambierà, invece, ma per gli ambulanti che non si metteranno in regola con il Durc e la Tosap nei trenta giorni stabiliti dal Suap, pena la sospensione dell'autorizzazione: globalmente sono oltre cinquanta gli ultimatum ai morosi. (m.s.)
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