Messa di Ferragosto senza chiesa La protesta di sacerdote e fedeli

17 Agosto 2021

Per il 13° anno di fila le celebrazioni avvengono all’aperto, ma stavolta spuntano cartelli di dissenso A Poggio Santa Maria di Sassa si attendono i lavori, 2 milioni già stanziati. Appello alle istituzioni

L’AQUILA. Per il 13esimo anno consecutivo hanno dovuto celebrare all’aperto (nell’ex Aia) i riti religiosi legati alla festa parrocchiale dedicata all’Assunta. Accade a Poggio Santa Maria di Sassa, frazione del Comune dell’Aquila. I cittadini alla fine della messa, celebrata dal parroco don Juan de Dios Vanegas Gallego, sono tornati a esprimere in maniera civile il loro disappunto per una vicenda che si trascina stancamente: sono stati esposti dei cartelli di protesta e ci sono stati dei brevi interventi per sollecitare l’attenzione delle istituzioni preposte. Dentro la chiesa c’è solo abbandono: calcinacci e escrementi di animali ovunque, crepe evidenti soprattutto fra la facciata e il resto delle mura. I banchi sono ammonticchiati alla meglio. Gli altari sono stati “spogliati” di alcune opere d’arte, ora conservate in qualche anonimo magazzino aquilano, le piccole statue dell’Addolorata e di San Vincenzo sono nelle loro nicchie in attesa che si compia il “miracolo” e che qualcuno cominci a occuparsi sul serio di questa chiesa che non è solo luogo di culto ma anche un simbolo identitario per chi qui ci è nato e vissuto. E poi lo splendido organo che rischia seriamente di essere danneggiato dalle infiltrazioni d’acqua, dal freddo e dal gelo. La “protesta” di Ferragosto è solo l’ultima puntata di una “battaglia” che va avanti da anni. Sono ormai tante le sollecitazioni e le lettere inviate al Segretariato regionale per i Beni culturali (struttura periferica del Ministero e stazione appaltante) per cercare di smuovere la situazione. La cosa incredibile è che i soldi per i lavori, più di 2 milioni di euro, ci sono da sei anni. Sono stati stanziati con la delibera Cipe numero 77 del 2015 che prevede una cinquantina di interventi, quasi tutti per le chiese dell’Aquilano, per un valore totale di circa 60 milioni di euro. A scorrere la lista però si resta basiti. Pochissimi dei lavori finanziati sono iniziati. La stazione appaltante è, come detto, il Segretariato regionale dei Beni culturali che anche a causa della esiguità del personale non riesce a far fronte alla enorme mole di lavoro anche se da qualche settimana sembra ci sia stata una inversione di tendenza. Poggio Santa Maria però attende ancora.
La chiesa di Poggio Santa Maria (borgo di circa 300 abitanti) ha origini che affondano all’XI secolo. La costruzione medievale fu ristrutturata in epoca barocca con la realizzazione di una nuova facciata tripartita in pietra, con architrave del portale classicheggiante. Situata sulla sommità del colle su cui si adagia il paese di Poggio Santa Maria, la chiesa di Santa Maria Assunta presenta un’imponente struttura visibile da lontano, in muratura mista di pietra e laterizio, con cantonali e facciata in blocchi di pietra squadrati.
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