Messa in sicurezza, caso di corruzione

15 Novembre 2014

Un tecnico comunale nei guai per lavori fatti nel 2011 a Coppito. Per altri appalti la Procura ha indagato dieci persone

L’AQUILA. Spunta un presunto episodio di corruzione nell’ambito di un appalto per la messa in sicurezza a Coppito. Nella stessa inchiesta ci sono altre accuse per la messa in sicurezza del Banco di Napoli. La Procura ha inviato l’atto di chiusura delle indagini a carico di undici persone, tra funzionari e dirigenti comunali e imprenditori coinvolti a vario titolo in queste vicende. L’aspetto saliente dell’indagine riguarda i lavori a Coppito. Sotto inchiesta sono finiti il funzionario comunale del settore ricostruzione Antonio Leoncini, e il legale rappresentate di una ditta, Walter D’Alessandro. Questi avrebbe pagato a Leoncini, dipendente dell’ente, una vacanza a Tenerife per quasi 6mila euro e l’uso di 2 automobili allo scopo di avere un suo diretto interessamento per far emettere delle determine di liquidazione dei lavori. Comportamenti che, se provati, configurano la corruzione. La stesso fascicolo, inoltre, riguarda l’affidamento dell’appalto per messa in sicurezza e parziale demolizione dell’ex sede del banco di Napoli. Questo secondo capo di imputazione vede indagati tre dirigenti comunali Mario Di Gregorio, Luca Pelliccione, Carlo Cafaggi, per turbativa d’asta in concorso con due persone. Si tratta di Carmine D’Alessandro e Claudio D’Alessandro. Di Gregorio è indagato in quanto dirigente del settore emergenza sisma, Cafaggie e Pelliccione nella veste di componenti della commissione di gara, mentre Claudio D’Alessandro è indagato in quanto coordinatore e segnalatore delle ditte da invitare mentre l’altro, Claudio, è il beneficiario dell’aggiudicazione.

Secondo il pm Di Gregorio, abusando della qualifica, avrebbe ricevuto nell’ambito di un accordo illecito, avuto rapporti con l’imprenditore Claudio D’Alessandro, ricevendo una lista di privati da invitare alla gara selezionando solo operatori fiduciari dello stesso Claudio D’Alessandro tali da poter essere diretti da questi nell’indicazione dell’offerta. Il tutto, dunque, per pilotare l’appalto. Di Gregorio, Pelliccione e Cafaggi sono accusati pure di falso per avere attestato falsamente l’estrazione per sorteggio delle ditte da invitare e un verbale mai compilato. Sempre per l’appalto del banco di Napoli sono indagati, per falso e turbativa anche il dirigente comunale Vittorio Fabrizi e il tecnico comunale Renzo Parisse. Esiste poi un altro appalto contestato per lavori a Sassa dove sono ancora indagati Di Gregorio e Claudio D’Alessandro. Nella vicenda sono inclusi altri due sospettati ma senza accuse specifiche. Gli indagati sono assistiti dai legali Stefano Rossi, Ubaldo Lopardi, Mauro Ceci, Andrea Nucciarelli.

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