«Mi ha minacciato», De Angelis querela Stati

Alta tensione in piazza, il sindaco va in Procura. L’ex decano Dc: «Controdenuncio, non sono pazzo»
AVEZZANO. Dalle tensioni social a quelle in una piazza reale, dove i protagonisti sono il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, ed Ezio Stati, l’ex frate cercatore della Democrazia cristiana e per anni uomo potente del Pdl. De Angelis accusa Stati di averlo aggredito verbalmente e per tale ragione l’ha denunciato in Procura, con le ipotesi di reato di diffamazione, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. Episodio avvenuto mercoledì 10 aprile alle 11.30 di fronte al Comune. Stando alla denuncia, il sindaco, dopo aver consumato un caffè in un bar con Mauro Di Benedetto, Marco Riccardi e Paolo Oddone, ha incontrato Stati. «Dicevo in maniera garbata se poteva parlare col proprio figlio, Giuseppe, per abbassare i toni degli articoli che quest’ultimo negli ultimi periodi pubblicava su un sito di informazione», è quanto riportato nella denuncia che il sindaco ha presentato negli uffici di via Corradini attraverso un avvocato, «articoli che avevano un evidente contenuto denigratorio nei confronti della mia persona, nei confronti del ruolo che svolgo e anche nei confronti di tutta l’amministrazione. In ragione della confidenza che pensavo di avere con Stati mi permettevo di chiedergli se poteva invitare il figlio a dei toni di critica, che sebbene consentita e accettata, avrebbero dovuto essere più pacati e costruttivi e non incitanti all’odio». A questo punto, Stati, sempre stando alla denuncia, ha iniziato a urlare e a inveire all’indirizzo del sindaco. Quest’ultimo si è allontanato ma le presunte invettive di Stati sarebbero proseguite, alla presenza dell’assessore Crescenzo Presutti e del presidente dell’Avezzano rugby, Alessandro Seritti.
«Non sono un urlatore, né un pazzo, la mia vita è stata sempre contraddistinta dalla correttezza», si difende Stati, «sarò costretto a una controquerela per esporre anche i miei fatti, come sono andati realmente lo verificheremo strada facendo. Non ho mai aggredito nessuno, né improvvisamente sono uscito di senno per mettermi a urlare. Il sindaco si è avvicinato nel parcheggio e mi ha parlato a un dito dal naso, chi era con lui era distante: ha potuto ascoltare l’effetto senza capirne la causa». (r.rs.) . ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

