«Mi ha violentata»: arrestato un 63enne

21 Febbraio 2020

Le grida della donna ospitata in casa di un conoscente allertano un vicino. Al vaglio la posizione di un secondo uomo

L’AQUILA. «Quell’uomo mi ha violentata». Il racconto della donna, unitamente al riscontro degli esami medici eseguiti di notte in ospedale, fa scattare l’arresto. Un uomo di 63 anni, F.A., è stato rinchiuso nel carcere delle Costarelle con l’accusa di tentata violenza sessuale, a disposizione del magistrato in attesa dell’udienza di convalida. Al vaglio anche la posizione di un secondo uomo. Nottata di paura, quella tra mercoledì e ieri, in un’abitazione nel popoloso quartiere del Torrione, svegliato dai lampeggianti della polizia.
GRIDA DISPERATE. All’1,30 i poliziotti intervengono nell’abitazione dell’uomo – che sarà poi arrestato poche ore più tardi – dove trovano la donna e un secondo uomo. La segnalazione proviene da un vicino di casa, il quale sente ripetutamente le urla provenire da quell’abitazione e chiama immediatamente la polizia. Gli agenti intervenuti trovano la porta dell’appartamento semiaperta. All’interno ci sono tre persone, una donna e due uomini. Lei, una 30enne, si trova in quella casa in quanto ospite di un suo conoscente. La donna racconta alla polizia di aver subìto atti di violenza. Viene chiamato il 118 che interviene in pochi minuti e trasporta in ambulanza la donna all’ospedale San Salvatore. Verrà dimessa al termine degli accertamenti, con una prognosi di quindici giorni. Anche l’uomo, poi arrestato, si fa medicare al pronto soccorso. Al momento, nell’oscura vicenda – ancora tutta da definire nei dettagli – è lui l’unico indagato. L’altro è stato sentito dagli investigatori come persona informata sui fatti.
LE IPOTESI. La polizia trova, all’interno della casa, segni evidenti di una serata ad alta gradazione alcolica. Saranno gli accertamenti a stabilire chi – e soprattutto in quali quantità – ne abbia consumato. E se questo elemento sia dirimente ai fini della ricostruzione dell’accaduto e dell’accertamento della verità.
LE INDAGINI. I tre, secondo i primi riscontri, sono semplici conoscenti. L’arrestato, al momento disoccupato, vive da solo in quell’abitazione, dove i tre potrebbero aver cenato oppure aver avuto un appuntamento di altro tipo. Potrebbero aver discusso e la situazione sarebbe poi degenerata in piena notte, fino ad arrivare all’episodio di violenza. Per chiarire ogni aspetto, oggi saranno ascoltati di nuovo tutti i protagonisti: la vittima, l’arrestato e il terzo frequentatore di quella casa. Al vaglio i tabulati telefonici .
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