«Mi prostituivo». E l’ex la picchia

7 Maggio 2015

La donna rivela il suo passato e comincia l’incubo: botte con la cinghia e sigarette spente sul braccio

AVEZZANO. Lei trova il coraggio di raccontare il suo passato: «Facevo la prostituta». E da quel momento una felice storia d’amore si trasforma in un inferno. La vicenda che ha coinvolto la donna è stata ricostruita nell’aula del tribunale di Avezzano. Stando al racconto, una volta arrivata in Italia, il fidanzato della giovane è impazzito di gelosia e ha iniziato a minacciarla, umiliarla e picchiarla a colpi di cinta, fino a spegnerle persino delle sigarette sul braccio.

A finire sotto processo è un uomo di origine romena, di 25 anni, difeso in giudizio dall’avvocato Felice Iacoboni, accusato di lesioni personali, violenza privata, minacce e ingiuria. La prossima udienza si terrà l’11 novembre davanti al giudice Stefano Venturini.

I fatti risalgono a qualche anno fa, quando la donna, all’epoca 19enne, era andata a Firenze per lavorare come commessa e invece per guadagnarsi da vivere si era ritrovata a prostituirsi in uno stabile abbandonato. Una volta riuscita a fuggire dal giro, la ragazza era tornata ad Avezzano grazie all’aiuto proprio dell’ex compagno, a cui però non ha subito raccontato quanto vissuto lontano da lui. Dopo qualche mese nella Marsica, la giovane ha trovato lavoro come badante ed è tornata a fare coppia con l’uomo, suo connazionale. Sentendosi più tranquilla, ha pensato di raccontare al giovane quanto subìto lontano da lui. Una verità che però lo ha fatto impazzire di gelosia, tanto che da quel momento l’ha costretta a subire umiliazioni di ogni genere, oltre che a passare ore segregata dentro l’automobile, anche durante l’orario in cui lavorava come badante. In diversi episodio, sempre secondo la denuncia, l’ha picchiata con la cinta dei pantaloni, fino a spegnerle le sigarette sulle braccia. Grazie all’intervento di alcuni amici è poi riuscita a presentare una denuncia ai carabinieri. (m.t.)

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